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In occasione di Saiedue Livings sono stati presentati i risultati di una ricerca che la fiera ha commissionato a Lexis Ricerche con l’obiettivo di fotografare la domanda attuale e potenziale della casa, esplorando i nuovi “wants & needs” dei consumatori finali.
La ricerca ha evidenziato come al centro dei desideri degli italiani resti ancora e sempre “la casa”. Nell’epoca di Internet, della multimedialità, della globalizzazione, il concetto di casa tende addirittura a debordare, a perdere i suoi confini originari per espandere i suoi connotati oltre le mura domestiche. Prevale infatti il concetto di “casizzare” anche il mondo a noi circostante: l’ufficio tende a trasformarsi in una piccola dimora, così come la macchina con cui ogni giorno percorriamo chilometri di strada per arrivare addirittura a trasformare in una fugace ed effimera abitazione la cabina che si affitta al mare come deposito oggetti.
A questa centralizzazione della casa si accompagnano alcune tendenze interessanti: per esempio il “loftismo”: dopo la morte del tinello si sta spegnendo lentamente anche quella del corridoio e, conseguentemente, di tutto ciò che è rigidamente diviso e schematizzato.
Oppure, prende vita la “multifunzionalità” e la nascita di sovrapposizioni di ambienti come la cucina e il soggiorno permette di creare neologismi come il “cugiorno”, sintesi di efficienza gastronomica e relax da sofà.
Ancora, prende vita la “zonizzazione”, ovvero la tendenza a creare isole in casa dove coltivare e recuperare la propria individualità.
Infine, emerge anche una piccola ma sostanziosa resistenza a questa innovazione dell’abitare la casa: una controtendenza di grande qualità e colta che si oppone all’innovazione e predilige strutturare gli spazi secondo canoni classici e tradizionali.
I risultati dell’indagine confermano che il rapporto con la tecnologia rimane solo un mezzo di innovazione che non deve snaturare l’essenza della casa rendendola frigida, algida o “domotizzata”. E la qualità vince su tutto, perchè le scelte sono sempre e comunque dettate da un 70% di emotività e da un 30% di intelletto.
