La nuova dimensione del Construmat

Oltre 200 mila visitatori, più di 4 mila espositori di cui

2.215 diretti, un incremento del 36% della superficie espositiva e lo

sdoppiamento in due quartieri fieristici collegati tra loro per decongestionare

l’enorme afflusso di visitatori. Forte di questi numeri il Construmat di Barcellona

ha confermato il suo ruolo di importanza primaria tra i saloni rivolti al mondo

edilizio e di fiera più importante al mondo in lingua spagnola.

Secondo una formula già collaudata da altri saloni leader,

come ad esempio il Saiedue di Bologna, la manifestazione catalana ruota attorno

al mondo edilizio dividendo i padiglioni in aree tematiche, proponendo spazi

dedicati alle tendenze, coinvolgendo per quantità e qualità degli espositori

tutta la filiera delle costruzioni, arricchendo la propria offerta di un

calendario di manifestazioni collaterali molto ampio.

L’internazionalizzazione è sicuramente uno dei dati

significativi emersi da questa edizione di Construmat, che ha visto la presenza

di ben 37 Paesi stranieri, grazie ad uno sforzo promozionale dell’ente

organizzatore incentrato soprattutto su tre aree geografiche: gli Stati Uniti e

l’America del Sud, l’Europa e i Paesi dell’Est (principalmente Repubblica Ceca,

Ungheria e Polonia), il Maghreb e il Medio Oriente.

Un secondo dato è il rafforzamento dei legami con le

associazioni professionali, principalmente gli architetti e le imprese di

decorazione, che per visitare l’ampia offerta del Salone si organizzano con

pulmann e treni collettivi.

Il terzo dato, quello più importante, è l’evidente

globalizzazione dei mercati, un fattore che sta ridisegnando, anche in Spagna,

la mappatura della produzione. Le grandi multinazionali, esattamente come in

Italia, hanno rilevato alcune tra le più importanti industrie spagnole, di cui

hanno mantenuto i marchi ma di cui hanno rivisto l’impostazione generale

secondo standard propri. La nuova situazione vede quindi l’acquisizione e la

concentrazione di molte società, la progressiva riduzione dell’autonomia delle

medie imprese e una lotta selvaggia tra i piccoli produttori per garantirsi

almeno il controllo del territorio circostante. In questo scenario, esattamente

come in Italia, vi sono naturalmente delle eccezioni, ma il trend sembra ormai

inarrestabile.

Il prossimo appuntamento con Construmat è fissato per il

2003.