Il futuro del commercio in un libro bianco

Se nel corso dei secoli gli insediamenti umani si sono sviluppati nei luoghi d’incontro delle vie del commercio, le vie della telematica nei prossimi anni potranno cambiare il volto di centinaia di migliaia di negozi e pubblici esercizi. In questo contribuiranno anche a modificare le abitudini dei consumatori e a ridisegnare la mappa dei servizi. Non è un’utopia. Potrà essere, già a partire dai prossimi mesi, l’effetto di una innovazione tecnologica che permetterà di fornire, attraverso il web, un ventaglio praticamente illimitato di servizi attraverso i negozi, bar e ristoranti di tutt’Italia. Dalle ricariche telefoniche alla prenotazione e acquisto di biglietti ferroviari, all’acquisto di beni e servizi on line, un nuovo mondo si apre per consumatori e negozianti.


Premesse ed obiettivi, oltre che strumenti tecnologici ed organizzativi, sono descritti in un “Libro Bianco” sul futuro del commercio pubblicato da Comufficio in collaborazione con Confcommercio e Smau.


Il Libro Bianco -opera del giornalista Sandro Frigerio, un attento osservatore delle implicazioni economiche e sociali della rivoluzione digitale- fornisce un’aggiornata fotografia del mondo del commercio, oggetto di una sostanziale ristrutturazione e razionalizzazione avvenuta soprattutto nella seconda metà degli anni ’90, ma si sofferma anche sugli scenari possibili affrontando direttamente temi come quelli del “Digital Divide” e degli squilibri territoriali, soprattutto tra centri urbani e aree periferiche del paese. Squilibri, nota il libro, che hanno conseguenze sullo stesso tessuto abitativo e che sono destinati ad ampliarsi con il progressivo invecchiamento della popolazione.


Descrivendo l’evoluzione che ha caratterizzato in questi ultimi anni il mondo del commercio, il Libro Bianco evidenzia il processo di spostamento dal piccolo esercizio tradizionale alla grande distribuzione, sottolineando, allo stesso tempo, l’esistenza di centinaia di migliaia di esercizi commerciali, bar e ristoranti che operano fornendo un prezioso servizio al pubblico dei consumatori, spesso in condizioni di insufficiente remunerazione. L’erogazione di tutta una serie di servizi aggiuntivi è allora la soluzione -secondo l’analisi di Frigerio- individuata per evitare un ulteriore smantellamento del settore mantenendo nel contempo una validità economica delle imprese.


Fornire servizi presso il “negozio di vicinato” è, infatti, un mezzo per aumentare il valore e quindi la redditività di esercizi che possono così meglio resistere alla concorrenza della grande distribuzione, disponendo nello stesso tempo anche di nuovi strumenti on-line per la formazione, il marketing, la telesorveglianza e la logistica. Nello stesso tempo, per ampie fasce di popolazione -come suggeriscono le stesse guidelines dell’Unione Europea- si aprono nuovi spazi per superare il “Digital Divide” altrimenti imposto dalle nuove tecnologie e per disporre di infrastrutture e servizi con una capillare copertura territoriale.