Resti in euro: nessun obbligo per i commercianti

Contrariamente a quanto affermato da “Eurobarometro”, nel periodo del changeover i commercianti non sono tenuti a dare il resto esclusivamente nella moneta unica.



Nei due mesi di doppia circolazione lira-euro i commercianti non hanno alcun obbligo a dare il resto esclusivamente in euro. La precisazione si rende necessaria alla luce di quanto diffuso il 13 dicembre dal sondaggio “Eurobarometro”, secondo il quale “il 33% degli italiani ignora che nei primi due mesi dell’anno i commercianti saranno tenuti a dare il resto in euro, anche se pagheranno le merci in lire”.



La notizia, ripresa da alcuni organi di stampa, è inesatta. I commercianti, infatti, non hanno alcun obbligo in questo senso, bensì sono stati esortati a “dare, laddove possibile, i resti in euro, anche a fronte di pagamenti in lire.



D’altra parte, questa esortazione è ripresa anche dal Protocollo “Eurologo” e anche la stessa Commissione Europea, in una delle ultime Raccomandazioni pubblicate sull’argomento (la 2985 dell’11 ottobre 2000), elencando le misure per facilitare la transizione all’euro, ha testualmente dichiarato che “gli Stati membri, le associazioni di categoria e le Camere di Commercio dovrebbero incoraggiare commercianti, artigiani e liberi professionisti a dare il resto esclusivamente in euro a partire dall’inizio del 2002”.



Sempre in tema euro, è da registrare una nuova presa di posizione della Banca d’Italia sul problema della pre-alimentazione delle banconote alla grande distribuzione. Le sanzioni pecuniarie per chi viola gli impegni contrattuali, ha specificato il direttore generale dell’Istituto di Via Nazionale Vincenzo Desario, saranno applicate solamente a “comportamenti palesemente negligenti e imprudenti”. Desario ha difeso a spada tratta l’operato di Bankitalia giudicando “incomprensibile la correlazione adombrata tra sanzioni e livello dei prezzi” e sottolineando come “in Europa siamo gli unici ad avere flessibilità nella valutazione dell’applicazione di eventuali penalità”.