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Le tante notizie sulleuro stanno disorientando i consumatori. Confcommercio precisa che il sistema di arrotondamento dei prezzi è regolato per legge da appositi provvedimenti che prevedono larrotondamento alla seconda cifra decimale.
La parola d’ordine è fare chiarezza per evitare che le tante notizie che precedono l’avvento dell’euro creino sempre più confusione e disorientino completamente i consumatori. Secondo due associazioni di consumatori, l’Adusbef e il Codacons, nelle principali città italiane solo 2 negozi su 10 hanno mantenuto gli stessi prezzi di novembre. Gli altri 8, dicono Adusbef e Codacons, approffitando del passaggio dalla lira all’euro, hanno effettuato arrotondamenti per eccesso, provocando aumenti medi che vanno dal 20 al 40%. A questo proposito, la Confcommercio ha tenuto a precisare che “il sistema di arrotondamento dei prezzi in relazione all’introduzione dell’euro è regolato per legge da appositi provvedimenti normativi che prevedono larrotondamento dei prezzi alla seconda cifra decimale e le aziende, pertanto, hanno l’obbligo di rispettare questa disposizione”.
Secondo Confcommercio poi, altro ragionamento è il meccanismo di formazione dei prezzi che, “in un mercato aperto alla concorrenza, è e deve rimanere libero per favorire non solo una sana competizione tra imprese, ma per dare al consumatore una capacità di scelta che sia la più ampia possibile”.
A questo proposito, Confcommercio ha reso noto che attraverso la sua Assemblea generale, che si è riunita il 13 dicembre, ha già adottato in tema di prezzi e arrotondamenti, una apposita raccomandazione che impegna l’intero sistema confederale, e quindi le imprese aderenti, in tema di correttezza, trasparenza ed efficacia nel periodo di transizione dalla lira all’euro. In particolare, al di là degli impegni già sottoscritti in diverse sedi (Eurologo, accordo siglato con il Ministero delle Attività Produttive) si raccomanda alle aziende di “arrotondare comunque per difetto il totale complessivo da pagare, in modo da favorire il cliente”.
