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Rispetto al precedente Censimento le unità locali sono aumentate del 9,3%, se si considerano i dati provvisori del 1991, e del 6,9% se si considerano i dati definitivi. Gli addetti registrano un incremento del 6,1%, nel confronto con i dati provvisori del 1991, e del 4,4% se si considerano quelli definitivi. Occorre ricordare che nel `91, dopo la presentazione dei dati provvisori, furono acquisite ulteriori 100.000 unità locali e 300.000 addetti. Variazioni di analoga intensità sono attese anche per l’attuale Censimento, grazie al recupero di questionari mancanti ancora in corso in alcuni comuni. Nondimeno, per semplicità di esposizione, in seguito il confronto con il precedente censimento generale è effettuato solo tra i dati provvisori del 2001 e i dati definitivi del 1991.
La composizione per macrosettori di attività economica conferma che l’economia italiana è fortemente caratterizzata da attività terziarie. Nel 2001 le unità locali dell’industria rappresentano il 23,9% del totale, con una riduzione di 2,6 punti percentuali della quota rispetto al 1991. Il commercio, che registra una flessione di 3,4 punti percentuali della quota, comprende il 32,2% delle unità locali. Cresce di 5,1 punti percentuali la quota delle unità locali negli altri servizi, raggiungendo il 36,9% del totale; cresce anche la quota delle istituzioni, il cui peso passa dal 6,1% al 7%.
La tendenza alla terziarizzazione dell’economia italiana emerge anche dalla variazione nella composizione degli addetti per settore. Gli altri servizi impegnano, infatti, il 29,5% del totale, quota che è cresciuta di 4,8 punti percentuali rispetto a dieci anni fa. La quota dell’industria, invece, ha perduto 5,1 punti percentuali e quella del commercio 0,6 punti, mentre la quota relativa alle istituzioni guadagna 0,9 punti.
L’industria, che comprende il settore manifatturiero, delle costruzioni, estrattivo e dell’energia, presenta una contrazione del numero di addetti pari al 9,6%, mentre le unità locali mostrano una diminuzione più contenuta, pari al 3,6%. In conseguenza di queste dinamiche, la dimensione media delle unità locali dell’industria diminuisce da 6,7 a 6,3 addetti, confermando una tendenza già emersa dalle rilevazioni annuali sulla struttura delle imprese italiane.
Il commercio al dettaglio e all’ingrosso presenta un lieve incremento del numero di addetti pari allo 0,9%, a fronte di una significativa contrazione del numero di unità locali (-3,2%). Le tendenze alla ristrutturazione del settore hanno prodotto un leggero aumento della dimensione media delle unità locali, che è passata da 2,4 a 2,5 addetti nel corso del decennio.
Gli altri servizi, di cui fanno parte alberghi, pubblici esercizi, trasporto, comunicazioni, servizi finanziari ed assicurativi, servizi professionali e servizi svolti per le imprese e per le famiglie, registrano un netto aumento sia di addetti (24,7%) sia di unità locali (23,9%). La dimensione media delle unità locali, pari a circa 3,6 addetti, è rimasta sostanzialmente costante.
Il settore delle istituzioni pubbliche e private, comprensivo delle attività delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni nonprofit, presenta un aumento degli addetti, pari al 9,9%, e delle unità locali, pari al 21,7%. Allo stato attuale delle informazioni sintetiche deducibili dai riepiloghi comunali, non è possibile valutare distintamente la dinamica dell’occupazione nelle amministrazioni pubbliche e nelle istituzioni nonprofit.
