Svimez: nel Sud il 23% del lavoro è sommerso

Cresce in Italia il lavoro sommerso, soprattutto al Sud. Nel Mezzogiorno quello irregolare è circa il doppio rispetto al Centro Nord: il 23% contro 11,9%.

Tra le regioni a guidare la classifica del sommerso è la Calabria dove, nel 2001, quasi 3 lavoratori su dieci erano irregolari. E quanto emerge da unindagine contenuta nellultimo bollettino dello Svimez, secondo cui complessivamente in Italia lo scorso anno “il 15% delle unità di lavoro sarebbe rappresentato da lavoro non regolare”.
A preoccupare ulteriormente è il fatto che il fenomeno è in continua espansione in particolare al Sud. Tra il 1995 e il 2001 si è registrato un incremento a livello nazionale dal 14,5% al 15% delloccupazione totale. Aumento dovuto interamente alla crescita del tasso di irregolarità nelle regioni meridionali passato dal 20,7% del 1995 al 23% del 2001. Anche se di poco, invece, si riscontra una flessione al Centro-Nord (dal 12,1 all11,9%). Una maggiore incidenza del sommerso si rileva in tutti i settori delleconomia meridionale ad eccezione delle costruzioni dove, anche per effetto delle forti agevolazioni fiscali, il tasso di irregolarità si è ridotto dal 29,3% del 1995 al 27,5%.
A livello regionale, il tasso di irregolarità più elevato si ha in Calabria con il 29,5%, segue la Campania con un 25,3%, la Sicilia con un 24,2%. In particolare, la Calabria presenta tassi di irregolarità più alti di quelli delle altre regioni italiane in tutti i settori produttivi. Particolarmente elevati sono i livelli in agricoltura (47,6%) e nellindustria in senso stretto (29,8%). Nelle costruzioni il peso del sommerso raggiunge il 40%.