La spesa al supermarket secondo la Bce

Se avete intenzione di fare compere al supermercato, state alla larga da Grecia e Finlandia. E’ in questi Paesi, infatti, che secondo l’ultimo bollettino emesso dalla Banca centrale europea sulla “dispersione dei prezzi” (le differenze tra l’uno e l’altro Paese dell’area Ue) si trova la minor convenienza. Molto meglio, allora, fare acquisti in Germania, Spagna e Olanda.

La “dispersione” massima (47,5) si riscontra nel caso dell’acqua minerale: comprarla in un supermarket a Helsinki costa quasi quattro volte più che a Madrid. Ma non scherzano neanche il caffè macinato e in grani (37,1), la farina (28,9), il latte Uht (20,8) e gli shampoo (18,1).
Le cose cambiano un po’ se invece del confronto tra circuiti della grande distribuzione si paragonano i prezzi in termini di spesa finale per i consumi delle famiglie: la Finlandia conferma di essere il Paese più caro, seguita dall’Irlanda. All’opposto, la Grecia si congiunge a Spagna e Portogallo per i livelli più bassi.
Se si guarda più in generale ai beni e servizi, le massime variazioni si registrano per i fitti, le comunicazioni e l’istruzione. Su una media pari a 100, il più alto livello per le locazioni appartiene all’Irlanda con 141, il più basso al Portogallo con 33. Forte anche lo scarto per alcolici e tabacchi: l’indice massimo è sempre in Irlanda con 175, il minimo in Spagna con 72.
Quanto all’Italia, al supermarket il nostro è il Paese europeo leader per i prezzi di burro, farina, latte scremato a lunga conservazione e caffè solubile. Sugli scaffali gli italiani risparmiano però, rispetto ai loro concittadini europei, nell’acquisto di acqua minerale, nettamente al di sotto della media europea (-41%). Lo stesso vale per il caffè macinato ed in grani (-22%), per gli shampoo (-15%) e per le bibite (-5%).