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Il governo sta per presentare un nuovo emendamento alla Finanziaria che sbloccherà definitivamente le risorse per la formazione continua ai lavoratori. Risorse che a regime ammonteranno a circa 500 milioni di euro l’anno.
Si tratta di una norma già prevista dall’art.118 della legge 388 del 2000 ma rimasta solo sulla carta a causa di problemi interpretativi del dettato legislativo. Secondo il sottosegretario del Welfare Pasquale Viespoli, ‘promotore’ dell’emendamento, “inserendo in Finanziaria questa norma si struttura in maniera definitiva il sistema italiano per la formazione continua dei lavoratori”. “Oltre a garantire, infatti, lo sblocco delle risorse destinate ai fondi interprofessionali -ha detto Viespoli- s’istituisce per la prima volta in Italia l’Osservatorio nazionale sulla formazione continua coordinato dal ministero del Welfare nel quale saranno rappresentate tutte le parti sociali, le istituzioni nazionali e locali con il compito di monitorare e fornire linee guida per il costituendo sistema nazionale formativo”. “Sistema -ha concluso Viespoli- che riguarderà le imprese e i lavoratori che attualmente versano il contributo dello 0,30 per la formazione continua”. “Con l’emendamento del governo -hanno spiegato i tecnici del ministero del Welfare- si dà pieno valore alla bilateralità attraverso la legittimazione e il conferimento di risorse agli organismi nazionali costituiti ai sensi dell’art.188 della L.388/2000”. “In tal senso anche le parti si assumono per la prima volta la responsabilità diretta della gestione economica dei fondi oltre che dei risultati in termini di sviluppo professionale dei lavoratori e del sistema-paese attraverso la formazione”. Avranno accesso ai piani formativi promossi dai fondi interprofessionali tutte le imprese che attraverso un meccanismo di adesione volontaria, vorranno conferire ai fondi lo 0,30% del reddito dei lavoratori attualmente versato all’Inps. Sarà proprio l’Inps a girare questa quota ai fondi prescelti. Attualmente sono cinque i fondi interprofessionali costituiti: Terziario, (al quale aderiscono Confcommercio, Abi e Artigiani), Confindustria, Confapi, Confcooperative.
