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L’ISTAT ha comunicato che nel periodo compreso fra Natale ed Epifania, dal 23 dicembre 2002 al 6 gennaio 2003, gli alberghi italiani hanno registrato, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un aumento dell’8,9% negli arrivi e del 3,1% nelle giornate di presenza. La clientela italiana ha fatto registrare, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una crescita dell’8,7% negli arrivi e del 3,9% nelle presenze. La clientela straniera ha fatto segnare un incremento del 9,4% degli arrivi e dell’1,1% delle giornate di presenza.
L’incremento degli arrivi, sia della componente straniera sia di quella nazionale, ha caratterizzato tutte le ripartizioni geografiche, seppure in misura diversa. Nel Nord-ovest, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, la componente nazionale è cresciuta dell’8,9%, quella estera del 4,7%, per un aumento complessivo degli arrivi del 7,5%. Il Nord-est ha presentato incrementi più
contenuti sia per gli italiani (più 4,3%) sia per gli stranieri (più 1,3 per cento), con una crescita totale del 3,5%.
Nell’Italia centrale è stata rilevata la variazione positiva degli arrivi più rilevante, pari al 22,8%; tale aumento recupera buona parte della diminuzione (meno 23,7%) registrata un anno prima. In particolare, gli arrivi di turisti stranieri sono aumentati del 23,1% e quelli di turisti italiani del 22,6%. L’Italia meridionale ed insulare, infine, con un aumento del 6,5% della componente nazionale ed uno del 14,7% di quella estera, ha registrato una variazione positiva del complesso degli arrivi pari al 7,8%.
Per quanto riguarda i pernottamenti, nell’Italia nord occidentale le presenze di italiani sono aumentate del 9,9%, mentre quelle degli stranieri sono diminuite del 2,5%, con un variazione positiva complessiva del 6,5%. Nell’Italia nord orientale le presenze totali hanno registrato una riduzione dell’1,9%, con una flessione dei pernottamenti sia degli stranieri (meno 3,7%) sia degli italiani (meno 1,0%). Anche per le presenze, i risultati più positivi si sono registrati nell’Italia centrale ,con una crescita complessiva dell’11,3%, sintesi di un incremento del 9,1% della clientela straniera e del 12,5% di quella nazionale. Infine, nell’Italia meridionale ed insulare, la crescita delle presenze straniere (più 17,5%) e di quelle nazionali (più 2,7%) ha determinato un aumento delle presenze totali pari al 4,9%.
La durata media della permanenza negli esercizi rilevati è stata di 3,1 giornate, con una diminuzione, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, del 6,1%.
Il 72,7% della clientela italiana ha preferito le località turistiche di tipo prevalentemente stagionale (località montane, marine, lacuali, termali, collinari), mentre il restante 27,3% si è recato in città d’arte e nei capoluoghi. La quota di stranieri che ha optato per queste ultime località è più elevata (43,5%). Complessivamente, il 68,1% della clientela ha preferito le località montane, marine, lacuali, termali e collinari, il restante 31,9% le città d’arte.
La percentuale di clientela italiana che ha pernottato in alberghi di media o grande dimensione (più di 50 posti-letto) è stata del 64%, mentre la quota di stranieri che ha scelto la stessa tipologia di alloggio è stata superiore, risultando pari al 69,1%. Complessivamente, il 34,5% della clientela ha scelto di soggiornare in alberghi di piccola dimensione, mentre il restante 65,5% ha optato per gli alberghi di media o grande dimensione.
Durante il periodo natalizio i tassi di rinuncia (quota di prenotazioni disdette sul totale delle prenotazioni) sono risultati molto contenuti, sia per la clientela italiana che per quella straniera. In particolare, il 42,3% degli albergatori segnala che non vi sono state prenotazioni disdette ed il 50,1% indica che la quota di prenotazioni disdette è stata inferiore al 25%. Solo l’1,6% degli albergatori segnala una quota di disdette superiore alla metà delle prenotazioni.
