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Secondo un’indagine realizzata da Federalberghi nei giorni dal 18 al 27 marzo 2003, con il sistema C.A.T.I. e con il supporto tecnico dell’Istituto CIRM su un campione di 3.825 maggiorenni rappresentativo di oltre 47 milioni persone dell’intera popolazione, il turismo invernale ha fatto registrare un vero e proprio boom, nonostante le tensioni internazionali, determinando un giro d’affari complessivo di 2,7 miliardi di euro. In merito alle settimane bianche trascorse dagli italiani nei primi tre mesi del 2003, i dati mostrano una sostanziale stabilità rispetto a quanto emerso nell’analoga rilevazione dello scorso anno.
Quasi il 6% della popolazione (2.650.000 individui) ha dichiarato, infatti, di avere effettuato, fra gennaio e marzo, un periodo di vacanza superiore ai 5 giorni in località sciistiche. In lieve flessione la spesa pro-capite ottenuta considerando tutte le voci di spesa: la settimana bianca è costata in media quasi 620 euro a persona, rispetto ai 670 registrati nell’indagine del 2002, a conferma del grado di competitività e di elasticità tariffaria espressi dagli alberghi delle località montane italiane. In relazione alle mete prescelte, il Trentino-Alto Adige resta la regione leader con il 39% della domanda, seguito dalla Valle d’Aosta con l’11%, dalla Lombardia con il 10%, dall’Abruzzo con l’8,5% e dal Veneto e Piemonte con il 7%. Il 48% dei rispondenti afferma inoltre di optare per un soggiorno in albergo, seguono, nella graduatoria, le segnalazioni riguardanti la casa di parenti o amici (15%), l’appartamento in affitto (12%) e il residence (11%). Coloro che hanno trascorso una settimana bianca nei primi tre mesi di quest’anno hanno poi fatto almeno un week-end sulla neve. I dati mostrano una lieve crescita rispetto a quanto emerso lo scorso anno: quasi un “vacanziero settimanale” su quattro (24%, ovvero circa 631.000 persone, rispetto al 22% del 2002) dichiara, infatti, di essersi recato in località invernali per trascorrervi dei week-end. Quasi un intervistato su due (49%) ha optato per soggiornare in albergo, mentre il 25% è stato ospitato a casa di parenti o amici. In lieve aumento, rispetto alla rilevazione dello scorso anno, la spesa media pro-capite: 233 euro rispetto ai 218 del 2002. Cresce anche la percentuale dei vacanzieri “mordi e fuggi”, pari al 7,5% della popolazione (circa 3.550.000 persone), contro il 5,5% dell’anno scorso (pari a 2.600.000 persone). Rispetto alla struttura ricettiva prescelta per i fine settimana sulla neve, l’albergo consolida la propria leadership (raccogliendo il 45% delle segnalazioni rispetto al 39% del 2002) a discapito soprattutto di quanti optano per la casa di parenti o amici (dal 24% dello scorso anno al 18% attuale). Assolutamente invariato rispetto al valore del 2002 l’indicatore sintetico di spesa pro-capite: considerate tutte le voci di spesa (trasporto, alloggio, cibo, impianti e corsi di sci e divertimenti) il week-end bianco è costato in media 253 euro per persona come nel 2002.
