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L’inflazione
L’andamento recente dell’inflazione ha deluso le aspettative di un veloce rientro dalle tensioni registrate lo scorso anno e, secondo le prime previsioni, si attesta al 2,7% in giugno. Nei prossimi mesi, la pesante eredità costituita dal primo semestre dell’anno difficilmente permetterà di ridurre il tasso di inflazione rispetto allo scorso anno, limitando i benefici del miglioramento della ragione di scambio sul reddito disponibile delle famiglie. Nonostante si sia ipotizzato un veloce ridimensionamento del ritmo di crescita dei prezzi nei prossimi mesi, nel corso dell’anno l’inflazione media si fermerà al 2,4%. Sarà, invece, nel 2004 che il rallentamento dell’inflazione diventerà più veloce, arrivando all’1,6% annuo. Tale rallentamento sarà di breve durata, poiché già nell’anno successivo l’inflazione tornerà sopra al 2%. L’effetto combinato della ripresa del ciclo internazionale e dell’andamento della produttività dovrebbe mantenere l’inflazione appena sopra il 2% nel biennio 2005-2006.
La bilancia dei pagamenti
Quest’anno l’attivo commerciale è atteso in aumento di circa 5 mila milioni di euro: da 17.300 nel 2002 a 22.000 nel 2003 e in percentuale rispetto al Pil dall’1,4% all’1,7%. Tale miglioramento è da ricondurre alla crescita del 4,3% della ragione di scambio, mentre il saldo espresso in termini reali subisce un’ulteriore riduzione. Dal 2004, a fronte di una stabilità del tasso di cambio, il rapporto tra prezzi all’esportazione e prezzi all’importazione si stabilizzerà e non contribuirà di conseguenza alle fluttuazioni del saldo commerciale, sul quale, invece, si rifletterà il progressivo deterioramento delle esportazioni nette reali. In percentuale rispetto al Pil, il saldo merci si ridurrà di circa mezzo punto tra il 2003 e il 2006: dall’1,7% all’1,2%. Quest’anno, inoltre, la voce deficitaria dei redditi da capitale, dopo essersi ampliata nel 2002, subirà un nuovo aggravio e si collocherà su un valore di circa 19 mila milioni di euro, pari all’1,4% del Pil. La contrazione del saldo merci e il progressivo aumento di quello deficitario dei redditi da capitale condizioneranno l’evoluzione del saldo complessivo di conto corrente e capitale che si porterà da un valore negativo di 4 mila milioni di euro nel 2003, pari allo 0,3% del Pil e a 14 mila milioni nel 2006, pari allo 0.9% del Pil.
