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La congiuntura sfavorevole non sembra arrestare la voglia di impresa degli italiani. Nel secondo trimestre del 2003, infatti, risultano all’appello 38.127 aziende in più rispetto al 31 marzo 2003, grazie al saldo positivo determinato dalla differenza tra le 87.937 nuove iscrizioni al Registro delle Imprese gestito dalle Camere di Commercio e le 49.810 cessazioni. Lo stock delle imprese risulta pertanto, a fine giugno, di 4.868.082 unità.
I dati, diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese, rilevano anche un tasso di crescita trimestrale pari a 0,79%, di poco inferiore allo 0,9% registrato nello stesso periodo dello scorso anno ma superiore allo 0,72% registrato nel secondo trimestre 2003 dalle imprese del Mezzogiorno.
Dopo sedici trimestri consecutivi di leadership del tasso di crescita di nuove imprese, quindi, il Sud Italia deve restituire lo scettro al Nord-est, che a fine giugno registrava un ritmo di crescita dello 0,87% (pari a 8.184 imprese in più nei tre mesi). Superiore alla media nazionale anche il dato del Centro (0,82%, ovvero 8.414 imprese), mentre è in media quasi perfetta il Nord-Ovest (0,78%, con il saldo più elevato in valore assoluto: 10.791 unità).
Riguardo alle dinamiche settoriali, tutti settori chiudono il trimestre con il segno positivo e, se il settore dei servizi alle imprese ha fatto registrare il miglior risultato in termini relativi (il tasso di crescita è stato dell’1,49%, contro una media nazionale dello 0,79%), quello delle costruzioni ha ottenuto il miglior risultato in termini assoluti, con un aumento dello stock pari a 10.076 unità (+1,40% il tasso di crescita), seguito dal settore alberghiero, con una crescita dello stock pari a 2.756 unità (+1,01%).
