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Gli scambi commerciali con i paesi Ue: a giugno hanno registrato un passivo di 1,2 miliardi, mentre nei primi 6 mesi il saldo è negativo per 4,4 miliardi. Rispetto al mese scorso, prosegue lIstat, le esportazioni sono risultate in flessione per 2,8% mentre le importazioni sono diminuite del 2%. Anche nei primi sei mesi il calo registrato è del 2,8%, a fronte di una crescita delle importazioni del 2,3%.
Osservando gli scambi con i Paesi Ue, le esportazioni risultano in forte calo, del 4,8%. Le importazioni, invece, diminuiscono del 2,4%. Nei primi sei mesi del 2003 lexport verso la Ue risulta in flessione del 2,7%, mentre le importazioni sono aumentate dell1,6%. “Il livello di esportazioni negli ultimi mesi è molto diminuito”, commenta un funzionario dellIstat. “Stiamo importando a prezzi crescenti sia dai paesi Ue sia dai paesi extra-Ue”. Non va meglio sul versante export. “Esportiamo a prezzi moderati, se non in calo, e in quantità moderate”. I dati di oggi, precisano allIstituto, sono relativi al periodo di massimo apprezzamento delleuro nei confronti del dollaro. Analizzando gli scambi complessivi tra lItalia e il resto del mondo, le esportazioni hanno registrato un aumento tendenziale solo per i beni strumentali (+1,3%) e un calo generalizzato negli altri raggruppamenti principali di industrie. Forte la flessione per i beni di consumo durevoli (-15,2%) e per lenergia (-10,6%). Sul versante importazioni si registra un consistente aumento per i beni di consumo non durevoli (+11%) e una leggera diminuzione per i prodotti intermedi (-1,1%). Tra i settori di attività economica le esportazioni sono risultate in attivo solo per i mezzi di trasporto. In flessione marcata invece gli altri prodotti dellindustria manifatturiera (compresi i mobili) e il legno e i prodotti in legno, esclusi i mobili. Per le importazioni gli aumenti maggiori hanno interessato i prodotti dellagricoltura e della pesca, il legno e i prodotti in legno, esclusi i mobili e i mobili. Le più ampie flessioni si sono riscontrate per i minerali non energetici e per i prodotti petroliferi raffinati. Restringendo il campo di osservazione ai paesi Ue, la flessione delle esportazioni risulta generalizzata, a esclusione di quelle verso la Spagna e lAustria e Grecia. Le riduzioni più marcate si sono registrate nelle esportazioni verso il Lussemburgo, lIrlanda e la Finlandia. Aumento consistente delle importazioni dallIrlanda e la Grecia, mentre i tagli più significative hanno riguardato Austria, Francia e Germania. Sempre analizzando gli scambi con i paesi dellUnione, le esportazioni hanno registrato variazioni tendenziali positive solo per la carta e prodotti in carta, stampa ed editoria (+3,9%) per i mobili (+0,3%) e per i prodotti alimentari, bevande e tabacco (+0,1%). Le flessioni maggiori hanno riguardato cuoio e prodotti in cuoio (-14,5%) e apparecchi elettrici e di precisione (-13%). Sul versante importazioni i maggiori aumenti si sono avuti per i minerali energetici (+65,1%) e per i prodotti dellagricoltura e della pesca (+32,8%). Le flessioni più ampie si sono avute per i prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-22,1%) e i minerali non energetici (-16,2%).
