Ocse: come lavorano gli Italiani e gli abitanti del resto del mondo

Secondo lOcse, il Italia si lavora 210 ore in più che in Gerrmania e 99 in più rispetto ai vicini Francesi. La ricerca, che analizza i tempi lavorativi di tutti i Paesi del mondo, sfata anche altri miti: per esempio, quello dei giapponesi stakanovisti che con le loro 1.809 ore lavorate allanno cedono il posto ai messicani (1.888 ore) e agli islandesi (1.812 ore).

Gli italiani fanno la loro parte a quota 1.619, che si abbassa a 1.552 per i lavoratori dipendenti.
Altro che 35 ore: la media della settimana in ufficio è ancora alta, 38 ore. Ma cè chi ne lavora più di 45 (Grecia, Islanda e Regno Unito) e addirittura 55. Nella top delle ore lavorate dai soli dipendenti sono invece i coreani (2.410 ore) a stracciare ogni record seguiti dagli slovacchi (1.950) e ancora dai messicani (1.945).
LOcse avverte: “Il lungo orario di lavoro può mettere a rischio la salute dei lavoratori e le loro relazioni familiari”. Aumenta anche il numero di donne con un lungo orario di lavoro, riferisce ancora lOcse.
Per quanto riguarda ancora lItalia, dai dati Ocse si evince laumento del part-time (12,2% del complesso degli occupati) e del lavoro temporaneo (9,5% del totale): in dieci anni, dal 1991 al 2001, il lavoro a tempo pieno è diminuito dello 0,2% e il lavoro a tempo indeterminato dello 0,4%.
Una situazione che ci accomuna ad Austria, Finlandia e Giappone. “La crescita del part-time – spiega lOcse – risulta essere un importante fattore dietro la crescita delloccupazione di donne, giovani e lavoratori più anziani”.