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Il numero degli occupati nel luglio scorso è risultato pari a 22.215.000 unità, con un aumento di 231mila posti rispetto allo stesso mese del 2002 (+1%). Lo dice la rilevazione trimestrale dellIstat, da cui emerge pure un calo del tasso di disoccupazione che si è collocato all8,3% rispetto all8,7% del luglio 2002.
LIstat spiega che ancora una volta “il risultato ha in buona parte riflesso il contributo fornito dalla classe di età 50-59 anni, dove il numero degli occupati si è attestato a 3.943.000 unità, 161.000 unità in più rispetto a luglio 2002”. Lofferta di lavoro ha registrato a luglio un aumento, rispetto allo stesso mese del 2002, dello 0,6% per cento (+135.000 unità), nonostante la riduzione del Mezzogiorno. Rispetto ad aprile 2003, al netto dei fattori stagionali, lofferta ha manifestato una lieve flessione congiunturale pari allo 0,1%. LIstat segnala che “al protrarsi del contenuto sviluppo dellindustria in senso stretto e della dinamica positiva dei servizi si è associato lulteriore calo dellagricoltura e il marcato rallentamento delle costruzioni, dopo quattro anni di crescita ininterrotta. La dinamica delloccupazione è rimasta relativamente più accentuata nel Nord e nel Centro. In termini destagionalizzati loccupazione si è mantenuta sui livelli del trimestre precedente”. Il numero delle persone in cerca di occupazione è diminuito a luglio, rispetto allanno precedente, del 4,6% (-95.000 unità). La riduzione ha interessato soprattutto il Mezzogiorno e, in misura contenuta, il Nord. Quanto al tasso di disoccupazione, si è portato all8,3% attestandosi quattro decimi di punto rispetto al luglio 2002. Nellarco di dodici mesi il tasso è passato dal 6,7 al 6,3% per la componente maschile e dall11,7 all11,2% per quella femminile.
