A tutela dell’architettura rurale

Una proposta di legge approvata allunanimità dalla commissione Ambiente della Camera in sede legislativa e passata direttamente allesame del Senato, stanzierebbe otto milioni di euro per i prossimi tre anni per il restauro e la conservazione di cascine, granai, stalle, fienili, porticati, masi trentini, masserie e tutta le costruzioni rurali a rischio di degrado.

”Il patrimonio rurale e contadino –ha detto De Ghislanzoni Cardoli, presidente della commissione Ambiente della Camera- rappresenta un punto cardine della nostra storia, va salvaguardato e tutelato […]. Questa ricchezza storica, architettonica e culturale è destinata anche ad attività complementari allesercizio dellattività agricola come, ad esempio, integrazione al reddito degli agricoltori come lagriturismo e i locali destinati a musei delle attività contadine”.
I proprietari di questi immobili potranno contare su un finanziamento per i lavori di ristrutturazione che potrà arrivare fino al 50% delle spese previste, ad alcune condizioni: non potranno rivendere limmobile per almeno dieci anni e dovranno conservare la destinazione duso originaria.
Il provvedimento stabilisce che le risorse del fondo siano ripartite tra le regioni e le province autonome. Saranno le regioni ad indicare gli insediamenti rurali da recuperare, stabilendo gli interventi sulla base delle particolarità di pregio storico, architettonico e ambientale.
I restauri inoltre dovranno tenere conto dei principi dellarchitettura biotecnologica. Allattuazione dei programmi regionali concorrono anche i proventi di sponsorizzazioni, lasciti ed erogazioni liberali che si aggiungono alle risorse già destinate dalle regioni.