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Secondo Istat ed Isae il dato sui consumi per il 2003, sia lultima rilevazione sulle aspettative delle famiglie italiane per il futuro delleconomia disegnano un quadro tuttaltro che roseo.
Il Governo, come è intervenuto nelle crisi industriali della Fiat, della Parmalat e dellAlitalia, dovrebbe intervenire per fronteggiare la drammatica condizione in cui si trovano le piccole e medie imprese del commercio, che a causa della flessione dei consumi rischiano di lasciare sul campo oltre 50 mila aziende. Gli italiani stringono la cinghia, disertano i piccoli negozi e scelgono la grande distribuzione: è questo, in sintesi, il dato che emerge dallindagine Istat sui consumi. Le imprese con oltre 20 dipendenti, in particolare hard discount e supermercati, hanno incrementato le vendite in misura significativa (+2,5% al netto dellinflazione), mentre quelle con due dipendenti, vale a dire i negozi di vicinato, sono diminuite quasi dello stesso valore (-2,8%). La desertificazione dei centri storici è dunque sempre più una realtà, testimoniata anche dalle migliaia di piccoli esercizi che ogni anno chiudono i battenti, (un dato peraltro destinato ad aumentare vista la crisi dellabbigliamento e delle calzature che riguarda 108 mila imprese e 250 mila occupati) mentre continua ad aumentare il numero delle grandi strutture distributive e dei centri commerciali. Di fronte a questa situazione lesecutivo, piuttosto che mettere a punto provvedimenti per la liberalizzazione delle aperture di strutture di grandi dimensione e delle vendite straordinarie, dovrebbe convocare le parti interessate, a cominciare dalle associazioni del commercio, per studiare le misure necessarie a fermare la carneficina di piccole e medie imprese.
