Le imprese artgiane nel primo trimestre 2004

Nel primo trimestre di quest’anno, secondo quando riportato da Unioncamere, è risultato in flessione il numero delle imprese artigiane attive che è calato dello 0,73%, con una perdita di 10.614 unità.

Il tasso negativo di nati-mortalità è dovuto alla differenza tra le nuove iscrizioni presso il sistema camerale nazionale, 28.844 nuove iscrizioni, e quante invece hanno cessato l’attività, 39.458 unità. Per quanto riguarda la riparazione geografica, solo una la regione ha registrato un incremento: la Calabria con un +0,58%. Fatta eccezione per la stabilità di Puglia (0,09%) e Lazio (0,0%), tutte le altre regioni mostrano dinamiche negative, con andamenti che oscillano tra il -1,66% del Piemonte e il -0,15% della Sardegna. Tra le forme giuridiche, si conferma anche in questo trimestre la forte dinamica delle imprese artigiane costituite in forma di società di capitale che sono aumentate di 987 unità con un tasso di crescita pari a +5,83%. Il mondo dell’artigianato rappresenta, comunque, un settore vitale per l’industria italiana. Con 1.432 mila unità attive a fine 2003, equivalenti al 28,7% di tutte le imprese italiane ed al 35,3% delle imprese nazionali esclusa l’agricoltura, l’Italia è prima in Europa per numero di imprese del comparto artigiano: in base ai dati, a fine 2003 le imprese artigiane attive nei partner comunitari erano 5 milioni (un quarto del totale).
A livello territoriale, in Italia Marche ed Emilia-Romagna sono le regioni con le percentuali maggiori sul totale (rispettivamente 42,6% e 41,6%); Campania e Calabria quelle con lincidenza minore (rispettivamente 20,7% e 30,9%), In valori assoluti, il primato spetta però alla Lombardia, con 260 mila imprese.