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Il rapporto deficit/PIL dellItalia dovrebbe attestarsi al 3% circa nel 2004 e intorno al 4% nel 2005. A sostenerlo è lOcse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) che ha diffuso il rapporto sulle prospettive economiche dei paesi dellarea.
“Il deficit del settore pubblico -si legge nel rapporto- rappresentava circa il 2,5% del PIL nel 2003. Considerate le politiche attuali, la mancanza di dinamismo dellattività economica e limportanza delle spese pubbliche, coniugate al venir meno delle ‘una tantum’, il rapporto deficit/PIL nel 2004 potrebbe attestarsi intorno al 3% e nel 2005 al 4%”. Il rapporto deficit/PIL potrebbe, comunque, attestarsi lievemente al di sotto del 3% qualora Eurostat decidesse di accogliere la richiesta del Governo italiano di portare lAnas fuori dai conti dellamministrazione pubblica. In questo contesto, scrive lOcse, “sono necessarie nuove misure correttive dellandamento dei conti pubblici”. “Un’accelerazione del movimento di convergenza verso il tasso di inflazione della zona euro necessiterebbe di un rallentamento dei costi unitari di manodopera e di un rafforzamento della concorrenza sui mercati dei prodotti”.
La crescita delleconomia italiana dovrebbe essere inferiore all1% nel 2004 e vicino al 2% nel 2005, più precisamente dovrebbe attestarsi a +0,9% nel 2004 e a +1,9% nel 2005. A sostenerlo è lOcse che sottolinea che ci si aspetta, dopo un rallentamento dellattività economica a fine 2003 e inizio 2004, una ripresa della crescita in Italia a metà 2004 che dovrebbe continuare nel 2005. “La ripresa economica -si legge nel rapporto- dovrebbe accelerarsi a metà 2004. La fine attesa dei problemi di governance di imprese dovrebbe ristabilire la fiducia delle famiglie e delle imprese. I consumi potrebbero allora aumentare ad un ritmo più sostenuto e linvestimento aggiustarsi più rapidamente grazie al rafforzamento della domanda mondiale”. Tuttavia, sottolinea lOcse, “vista la situazione sfavorevole del 2003 e la lentezza dellattività allinizio del 2004, la crescita nellintero anno dovrebbe essere inferiore all1%”. Laumento dei consumi “dovrebbe accelerarsi ancora nel 2005 grazie al rafforzamento della crescita del reddito disponibile reale. Si prevede un aumento degli investimenti delle imprese alimentato dal dinamismo delle esportazioni. Tuttavia, visto la perdita di competitività dovuta al livello elevato del tasso di cambio effettivo reale, si prevede una contribuzione negativa delle esportazioni nette alla crescita sullinsieme del periodo considerato”. Nel 2005 “la crescita del PIL dovrebbe essere vicina al 2%”.
Dopo avere registrato una crescita dello 0,5% nel 2003, il PIL nella zona euro dovrebbe continuare a crescere attestandosi a +1,6% nel 2004 e a +2,4% nel 2003. Il PIL della Francia dovrebbe attestarsi a +2% nel 2004 e a +2,6% nel 2005. Quello della Germania rispettivamente a +1,1% e a +2,1%, quello della Gran Bretagna +3,1% e a +2,7%, quello degli Stati Uniti dovrebbe raggiungere +4,7% per poi scendere a +3,7% nel 2005.
Sempre secondo il rapporto diffuso dallOcse, linflazione in Italia dovrebbe scendere sotto la soglia del 2% nel corso del primo semestre del 2004 prima di aumentare di nuovo durante la seconda parte dellanno.
La crescita delloccupazione in Italia dovrebbe rafforzarsi progressivamente contribuendo a ridurre la disoccupazione anche in presenza di un aumento dellofferta di manodopera. Nel 2004 il tasso di disoccupazione dovrebbe diminuire passando dall8,8% del 2003 all8,6%. Nel 2005 dovrebbe scendere all8,5%.
