Bce: “rallentano i consumi delle famiglie”

Nel bollettino mensile di settembre, la Banca Centrale Europea sottolinea che “gli indicatori della spesa delle famiglie indicano un rallentamento della crescita dei consumi privati nel corso del secondo trimestre rispetto alla robusta espansione registrata in quello precedente”.

La Bce tuttavia sottolinea come “guardando al futuro, permangono le condizioni per un proseguimento della ripresa”. L’Istituto di Francoforte ha poi precisato che la maggior parte dei paesi di Eurolandia non rispetterà gli obiettivi di bilancio previsti per il 2004. “Le più recenti informazioni per il 2004 – si legge nel bollettino – segnalano che la maggior parte dei Paesi probabilmente non rispetterà gli obiettivi di bilancio fissati negli aggiornamenti dei programmi di stabilità”. In alcuni casi, sembra che tali programmi siano fondati su “ipotesi eccessivamente ottimistiche riguardo agli andamenti economici e che gli interventi di risanamento siano inferiori a quelli previsti”. Guardando al futuro, la Bce sottolinea che “attualmente i Paesi dellarea euro stanno preparando le manovre di bilancio per il 2005. Seppure ancora limitate, le informazioni disponibili al momento a tale riguardo indicano che i paesi si stanno orientando, benché lentamente, verso una strategia combinata di risanamento dei conti pubblici e di riforme strutturali anche se le misure di bilancio una tantum sembrano svolgere ancora un ruolo rilevante nelle manovre di alcuni paesi”. “In particolare – sottolinea la Bce – il governo italiano ha annunciato manovre correttive per l’1,7% del Pil (di cui un terzo temporanee) al fine di ridurre il disavanzo al 2,7% del Pil nel 2005”. Inoltre, ha approvato una legge intesa a contenere la spesa pensionistica, che contempla anche un graduale aumento dell’età pensionabile per le pensioni di anzianità. Sebbene sia previsto un risparmio consistente, esso si realizzerà solo negli anni a venire. Infine, i piani di privatizzazione su vasta scala contribuirebbero a portare il rapporto debito/Pil al di sotto del 100% entro il 20072. Per ciò che riguarda l’inflazione, la Bce sostiene che “l’andamento del costo della vita continua a restare sotto controllo nel medio termine, nonostante le pressioni inflazionistiche di breve termine generate dal rincaro dei prezzi petroliferi. ritiene improbabile che linflazione si riporti su livelli inferiori al 2% nella restante parte dellanno”. La Banca centrale, in particolare, si aspetta per il 2004 un tasso d’inflazione armonizzato medio per Eurolandia compreso fra il 2,1 e il 2,3% nel 2004, e in rallentamento all’1,3-2,3% nel 2005. “Sebbene sussistano alcuni rischi al rialzo – si legge nel bollettino – le prospettive rimangono nellinsieme in linea con la stabilità dei prezzi nel medio termine”. Pur avendo, infatti, il caro-petrolio esercitato un “evidente impatto diretto” sull’evoluzione dei prezzi nell’area euro, in prospettiva non si riscontrano “indicazioni dell’accumularsi di maggiori pressioni inflazionistiche di fondo a livello interno”.