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Le famiglie italiane si indebitano sempre di più. È il risultato di una ricerca condotta dalla Cgia di Mestre su un’elaborazione di dati dell’Istat e della Banca d’Italia. Secondo l’istituto, a fine marzo 2004, ogni famiglia doveva in media alle banche 10.984 euro con un aumento dell’11,6% rispetto allo stesso periodo del 2003.
Il livello di indebitamento è appesantito dal maggior ricorso ai mutui per l’acquisto della casa in quelle zone nelle quali i redditi sono più alti.
I più indebitati sono gli abitanti di Bolzano, con 19.451 euro (quasi il doppio della media nazionale); la città trentina è prima anche per percentuale di aumento del debito rispetto all’anno precedente (+25,7%) mentre l’ultima per importo medio del debito risulta Vibo Valentia (4.633 euro), ma anche qui si è registrato un incremento dei sospesi bancari del 20,6% rispetto all’anno precedente.
La secondo in classifica è Milano (16.478 euro, +13,7%); seguono Rimini (15.731 euro, +12,7%) e Trento (15.294 euro, +12,7%). La città in cui si ricorre meno ai finanziamenti è Vibo Valentia (4.633 euro), preceduta da Avellino (4.701 euro) e da Isernia (4.835 euro).
Sempre nel Nord sono presenti molte province ai primissimi posti sul fronte indebitamento. Lodi è al 5° posto, con 14.776 euro; seguono Modena (8° posto con 14.331 euro), Treviso (9° posto con 14.235 euro), Reggio Emilia (10° posto con 14.108 euro di debito medio familiare).
Entrando nelle singole situazioni regionali, osserva la Cgia di Mestre in una nota, la situazione diventa ancora più significativa. A conferma del podio delle graduatorie provinciali, infatti, conduce le fila il Trentino Alto Adige con una media di 17.262 euro di impieghi per famiglia, seguito dalla Lombardia (14.350 euro), dall’Emilia Romagna (13.248 euro), dal Lazio (con 12.957 euro di indebitamento medio per famiglia) e dal Veneto (12.866 euro).
Questo il panorama aggiornato al 31 marzo 2004 con il Molise fanalino di coda (5.774 euro), penultima la Calabria (5.853 euro), e terzultima la Basilicata con 5.936 euro. Cifre che corrispondono praticamente alla metà della media nazionale regionale, quantificata dalla Cgia di Mestre in 10.984 euro (+ 11,6% rispetto al 2003).
Ma a cosa attribuire il massiccio e crescente ricorso all’indebitamento da parte delle famiglie italiane? “L’aumento dell’indebitamento medio delle famiglie italiane – ha commentato il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi – è dovuto alla situazione di difficoltà economica che sta vivendo il Paese”. Ma è anche vero che gli aumenti maggiori si sono registrati proprio nelle aree più sviluppate d’Italia, il che spiega che negli ultimi tempi i risparmi e gli investimenti sono stati dirottati sugli acquisti immobiliari perché ritenuti più sicuri. “Mai come in questo periodo – ha infine spiegato Bortolussi con riferimento ai mutui per l’acquisto della casa- sono stati così convenienti visti i bassi tassi di interesse.
E ora, auspica Bertolussi, si spera che anche l’accensione di mutui possa contribuire alla ripresa dell’economia.
