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Già al nastro di partenza, il rigore del metodo Brown presenta eccezioni e contraddizioni, che rischiano di risolversi in costi aggiuntivi per le famiglie e per le imprese.
E il giudizio del presidente di Confcommercio Sergio Billè sul tetto del 2% allincremento di spesa introdotto in Finanziaria. A tal proposito Billè, nel corso dellaudizione alla Camera nelle commissioni Bilancio riunite, esorta innanzitutto a verificare la tenuta del metodo Brown alla prova del rinnovo del contratto del pubblico impiego.
Parlando delle contraddizioni del limite del 2%, il presidente spiega: Affidare, per un verso, la sostenibilità della spesa previdenziale allorizzonte di medio termine degli effetti a regime della riforma del sistema previdenziale e, per altro verso, incrementare la disponibilità di spesa per il Servizio sanitario nazionale -sia pure subordinandola ai principi virtuosi di una futura Intesa tra Stato e Regioni finalizzata al contenimento della dinamica dei costi- non sembra davvero una scelta, di metodo e di merito, coerente con la dichiarata volontà di intervenire in maniera strutturale sullandamento delle grandi voci della spesa pubblica. E ciò -fa notare- mentre, ancora, Regioni ed enti locali potranno aumentare le spese finali del 4,8% nel 2005 rispetto allesercizio 2003, salvo tornare alla regola aurea dellincremento del 2% a partire dal 2006.
Billè è convinto invece che il rigore del metodo dispiegherà fino in fondo i suoi effetti sul Fondo per le aree sottoutilizzate, con un limite di pagamento per il 2005 di circa 6,5 miliardi di euro pari alla quota per le sole infrastrutture definita con la delibera CIPE di riparto del Fondo del 29 settembre. Stesso discorso per il Fondo investimenti-incentivi alle imprese del Ministero delle Attività Produttive che imporrà un limite di pagamento per il 2005 di circa 2,7 miliardi di euro, riducendo di circa 1 miliardo di euro i pagamenti annui effettuati.
