Cerca un articolo nell'archivio >
Tempi duri per le famiglie italiane: in un anno hanno speso 1.612 euro in più per far fronte allaumento dei prezzi. Le spese hanno infatti subito un incremento del 6,2%, passando da poco più di 26 mila euro lanno a oltre 27.600 euro. A fare i conti e una ricerca sul potere dacquisto, realizzata dal Dipartimento Piccole e Medie Imprese di Alleanza Nazionale, guidato da Antonio Mazzocchi.
In particolare dal rapporto emerge che dal 31 luglio 2003 al 31 luglio 2004 le voci di spesa che hanno subito maggiori i ritocchi sono i servizi bancari, i cui costi sono cresciuti del 15,8% con un aggravio di 71 euro attestandosi a 521 euro contro i 450 di un anno prima, i trasporti, rincarati del 10,5% a causa il caro-petrolio e ladeguamento ad 1 euro dei biglietti per bus e metropolitane che hanno portato la spesa annua da 4.000 a 4.442 euro. Non è da meno il capitolo sanità e salute che registra un aumento del 10,4%, con un aggravio di 139 euro ed una spesa complessiva passata da 1.350 a 1.489 euro, così come labbigliamento e calzature che con un +7,9% mette a segno un rincaro di 142 euro e un costo annuo pari a 1.942 euro contro i precedenti 1.800 euro.
Ma nel mirino dei rincari torna ancora una volta a spiccare la spesa per i servizi bancari che annualmente raggiunge i 520 euro. Le voci più consistenti riguardano la tenuta del conto, gli assegni e il Bancomat con un costo per questi servizi che al 31 luglio 2003 ammontava a 450 euro, mentre alla fine del luglio scorso era di 521 euro, registrando un incremento di 71 euro pari al 15,8%.
La voce abitazione (+3,4%), passata da 6.000 a 6.204 euro lanno, rimane comunque la più consistente per i bilanci familiari. Ma sommata ai consumi alimentari (+4,1%) cresciuti di 197 euro e arrivati a quota 5.008 euro, pari a 418 euro in più al mese, e a ben 936 euro mensili per la casa, pesano per il 42% sui consumi annui generali delle famiglie.
Più contenute le spese per luce (+4,3%), gas (+4,2%) e ricreazione e tempo libero (+3,9%, arrivando a 1.455 euro dai 1.400 di un anno prima).
Le famiglie italiane spendono quindi in media 418 euro al mese per mangiare, 518 euro per le spese di abitazione, 368 euro mensili per i trasporti, 124 euro di sanità e spese per la salute, altrettanti per ricreazione e tempo libero, 124 euro per alberghi, ristoranti e pubblici esercizi, 162 euro ogni 30 giorni in abbigliamento e calzature, 66 euro (2,2 euro al giorno) per lassicurazione obbligatoria e 43 euro mensili per i costi di gestione di un conto corrente dall’utilizzo medio-basso (quello cioè che prevede solo 11 operazioni al mese). Voci che assorbono il 50-60% dei redditi.
Dalla ricerca del Dipartimento economico di An, emerge poi come negli ultimi tre anni il potere dacquisto e lo standard di vita si sia significativamente ridotto, particolarmente nelle grandi città.
La voce più significativa nella spesa mensile delle famiglie italiane rimane legata allaffitto della casa. A Milano tra il 1995 e linizio del 2003 il prezzo medio al metro quadrato di una abitazione in zona centrale e passato da 4.600 a 7.000 euro, ovvero il 50,6% in più. Crescita analoga a Roma, mentre a Napoli laumento e stato pari al 76%.
La situazione risulta ancora peggiore nelle zone semicentrali, quelle dove si concentrano le famiglie con redditi medi, con incrementi pari all86% a Milano, 73% a Roma e 88% a Napoli. Così se nel 1995 la quota del budget destinata allaffitto era pari al 30%, oggi per assicurarsi gli stessi metri quadrati e necessario allocare tra il 40 e il 45% del bilancio familiare, decurtando tra il 10 e il 15% la spesa per lacquisto di altri tipi di beni o servizi.
La ricerca infine mostra anche come, per i consumi alimentari, le famiglie abbiano dovuto mettere in budget 197 euro in più nellultimo anno. E per questo siano state costrette a tagliare sulle scarpe (-40%) e sui vestiti (-20%). E ovviamente sulle spese destinate allo svago: -15% per i viaggi e -20% per cinema, libri e giornali.
