Nuova apertura Colorificio CAP in Bulgaria

Inaugurati due nuovi punti vendita a Plovdiv e Varna
Dopo la decennale e positiva collaborazione con la concessionaria GTT di Sofia, altri due punti vendita, sempre in collaborazione con la stessa azienda, sono stati aperti il 10 e l’11 luglio a Plovdiv e a Varna, rispettivamente la seconda e la terza città del paese.


Rosanna Arreghini, intervenuta insieme al ragionier Renzo Zucchetto ad entrambe le inaugurazioni in rappresentanza del Colorificio Arreghini, ha detto tra l’altro nei suoi discorsi di saluto: “E’ la prima volta che assisto alla apertura di due Centri del Colore, oltretutto così belli ed accoglienti, nellarco di due soli giorni: non è mai successo neppure in Italia. E questo è un segno sicuro del dinamismo che viene impresso al progresso economico in questa nazione.”
Sono due insediamenti importanti: Plovdiv, chiamata la “Firenze bulgara” per l’antichità e l’importanza dei suoi monumenti, è una grande città che sente l’impegno di essere entrata col suo paese nell’Unione Europea, ed ora, dopo decenni di grigiore, anche attraverso i colori CAP vuole essere annoverata a pieno titolo nel panorama dei complessi urbani occidentali. Lo stesso dicasi per Varna, detta la “Perla del Mar Nero”: maggior porto del paese, il cui veliero ancorato alla fonda ed adibito a ristorante è già stato tutto trattato con Novolegno.
Particolarmente suggestive e solenni sono state le inaugurazioni cui sono intervenute le autorità civili e religiose ed anche il Console italiano di Sofia. La coreografia, a tratti sorprendente, era quella dettata dalle usanze locali: il Pope ortodosso ha benedetto tutti i presenti uno per uno con un ramoscello intinto nell’acqua santa, mentre un’abitudine più profana è stata quella di lastricare letteralmente il pavimento di monetine e camminarvici poi sopra. E’ un augurio di successo e di prosperità.
Nei tre centri che operano dunque in Bulgaria con l’insegna “Arreghini” che campeggia sulla strada lavorano un ventina di persone, tutte bulgare, e tutte, anche questo è assolutamente sorprendente, prima di prendere servizio hanno studiato ed imparato l’italiano, tanto che per loro non è stato neppure necessario tradurre il catalogo generale dei prodotti. Un ulteriore segno della volontà tenace di questo popolo di far bene e recuperare rapidamente il tempo perduto.

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