Unesperienza secolare nel colore

Baroni Vernici è un negozio di Livorno che esiste dal 1855 e che da allora ha venduto i suoi prodotti a generazioni e generazioni di livornesi. Oggi è di proprietà dei fratelli Porquier, che lo gestiscono con entusiasmo e competenza, confermandone il ruolo di riferimento per il mondo del colore in città.

Signor Porquier, il negozio è molto bello e luminoso…

Noi prima eravamo in una zona centrale chiusa al traffico ma per la nostra attività era assolutamente fuori luogo e così ci siamo spostati. L’investimento ci ha pagati sia dal punto di vista economico che dal punto di vista delle soddisfazioni: tutta l’esperienza che avevamo acquisito l’abbiamo convogliata nel nuovo punto vendita e siamo molto soddisfatti. I nostri clienti ci hanno seguito e anche questa è una soddisfazione.

Le vostre carte vincenti?

La qualità dei prodotti e la professionalità nell’assistenza e nei servizi. Abbiamo sempre puntato sulla vendita al banco con un confronto diretto con il cliente che vuole essere seguito bene e consigliato nel modo giusto. Oggi abbiamo una superficie di 400 metri quadrati in cui punto vendita e magazzino sono annessi e questo ci permette di offrire un servizio ancora migliore con meno dispersioni.

E i vostri clienti?

Sono privati, artigiani e piccole industrie locali. In particolare siamo stati i primi a occuparci del ricondizionamento dei containers, un mercato fiorente che ha conosciuto recentemente un periodo negativo ma che rappresenta comunque una parte interessante della nostra attività.

Tra i settori che trattate qual è il più importante?

Il settore emergente è la casa: qui si spazia tra merceologie di vario tipo con prodotti ad alto contenuto tecnico ed altri più facili da vendere; nel comparto carrozzeria e industria ci sono prodotti ad elevatissimo contenuto tecnico, meno vari e che richiedono vendite estremamente specializzate e più faticose.

Oggi ci sono più prodotti che nel passato: sono più facili o più difficili da applicare? E da vendere?

Oggi sono più facili perché più specifici e più validi tecnicamente parlando. Se si consiglia correttamente l’applicazione di un ciclo specifico è difficile ottenere un risultato poco soddisfacente. Vendere è diventato, invece, più difficile perché oggi le persone sono più esigenti sui prodotti e sulle finiture e perché l’occhio si è abituato a vedere il meglio.



Come è cambiato il mercato della distribuzione?

Tutte le aziende produttrici hanno cambiato le loro reti di assistenza e le loro strutture di vendita: prima si era viziati da un servizio ‘materno’, c’erano i depositi regionali e c’era la comodità di andarsi a prendere ciò che serviva oppure di fare ordini settimanali. Oggi tutti i depositi sono stati eliminati e la tendenza è quella di centralizzare la gestione con magazzini automatizzati per abbattere i costi.

Chi sono i vostri concorrenti più agguerriti?

Il concorrente più impegnativo è quello che fa produzione artigianale, ma noi riusciamo ugualmente a distinguerci: è difficile che noi si venga paragonati con queste realtà perché loro hanno un loro mercato e un loro segmento, spesso con una qualità diversa da quella che proponiamo noi.

Le preoccupazioni legate alla grande distribuzione specializzata le abbiamo invece arginate incrementando i servizi e aggiungendo agli assortimenti prodotti complementari che non ci facciano perdere le vendite e completino l’offerta.

Progetti per il futuro?

Tutti gli anni cerchiamo di scovare qualche novità che possa dare nuovi impulsi alle vendite. Inoltre, ci stiamo concentrando su sistemi e supporti informatici di servizio.

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