Cerca un articolo nell'archivio >
Sul sito dell’Ascom Confcommercio di Padova l’icona è accattivante: “Caro @ffitto ti scrivo … “. In realtà non è all’affitto che si deve scrivere, ma all’Ascom per cercare di usufruire di “Caro affitti in centro storico”, il servizio-ancora di salvezza lanciato nella primavera dello scorso anno per cercare di contenere canoni d’affitto sottoscritti in tempi di vacche grasse ed oggi, in tempi di vacche magre, impossibili da sostenere.
“L’idea è partita da una semplice constatazione -spiega Patrizio Bertin, vicepresidente provinciale Ascom e referente per il centro storico cittadino- susseguente alle numerose richieste di aiuto che pervenivano (e pervengono) in associazione: tanti negozi non ce la fanno più a pagare i canoni mensili. Per cui: o si riesce a rimodulare il valore del canone ottenendo dal proprietario uno sconto o quel negozio è destinato a chiudere”.
All’inizio è sembrata quasi una provocazione. Poi, in giugno, il primo contratto “rimodulato” è stato registrato. “Adesso sono numerosi -continua Bertin- e tutti viaggiano nell’ordine del 20% di sconto con punte che però hanno raggiunto anche il 40%”.
Segno evidente di una crisi che morde, ma segno anche di un pragmatismo che sembra far breccia tra i proprietari degli immobili. Pure se non si può nascondere, come mette però in luce il responsabile dell’ufficio legale dell’Ascom, Enrico Rizzante, che “molti proprietari, evidentemente quelli che dispongono di patrimoni e soprattutto liquidità consistenti, rimangono refrattari alle nostre sollecitazioni nella convinzione che, bene o male, presto o tardi, qualcuno che decide di sborsare il canone richiesto si troverà”.
