IMU imprese: addio sconti nei Comuni

Mentre i politici propongono riduzioni, eliminazioni e rimborsi, il 2013 si apre con un aumento IMU per le imprese a causa dell’abolizione degli sconti applicati dai singoli Comuni, laddove ad esempio erano previsti sconti su capannoni e opifici.

La legge di Stabilità 2013 prevede che il gettito IMU da immobili ad uso produttivo del gruppo catastale D vada interamente allo Stato, con aliquota allo 0,76%. I Comuni possono alzarla di tre punti ma non abbassarla.

Su questi immobili i Comuni hanno paletti rigidi: possono portare l’aliquota fino all’1,06%, ma non abbassarla, possibilità che invece era prevista dalle regole IMU applicate nel 2012 (sconto massimo consentito: aliquota 0,46%).

Risultato: per gli immobili di impresa come magazzini e opifici, l’IMU 2013 sarà più alta in quei Comuni in cui erano state previste agevolazioni, mentre rimane teoricamente invariata la tassa su negozi, laboratori, uffici e studi professionali.

Tutto questo perché è stata abolita la divisione del 50% del gettito fra Comuni e Stato. Ora il contribuente non sarà più obbligato ai complessi calcoli fatti nel 2012 per dividere l’imposta fra comune ed Erario ma le imprese pagheranno di più.

Un’ultima riflessione: la legge di Stabilità, che contiene la norma sull’aggravio IMU per le imprese, è stata votata, nel dicembre scorso (quindi non anni e anni fa), da tutte le forze che appoggiano la maggioranza (Pdl, Pd, centristi), e che ora in campagna elettorale avanzano proposte che vanno dalla riduzione della tassa nel 2013 alla sua abolizione, al rimborso di quanto pagato nel 2012.