Iva: Governo cerca 2 mld, “mattone” nel mirino

Per scongiurare l’aumento dal 21 al 22% il viceministro all’Economia Stefano Fassina propone di reintrodurre l’Imu sulle prime abitazioni di maggior valore. No del Pdl. Brunetta: “l’aumento era già deciso”. Baretta: “tutto non si può fare”.

Il ‘mattone’, questa volta quello di maggior pregio, sotto tiro. I proprietari, almeno i piuù fortunati, non fanno in tempo a tirare un sospiro di sollievo per essere rientrati nel rinvio della prima rata Imu che si trovano nuovamente al centro delle attenzioni dell’esecutivo. In molti, infatti, indicano proprio nella tassazione delle case di pregio un potenziale ‘bacino’ di risorse fresche per evitare la nuova ‘tragedia’ che a luglio si abbatterà sui consumi interni: l’aumento dell’aliquota ordinaria dell’Iva dal 21 al 22% che costerebbe 135 euro in più a famiglia.

Graverebbe sul 60-70% dei consumi. Anche perché il rischio è che il gettito atteso dall’aumento dell’imposta alla fine non si concretizzerebbe, cancellato dall’effetto di un nuovo drastico calo dei consumi. Ma la soluzione ‘casa’ già fa aumentare la maretta tra Pd e Pdl. La via di fuga appare sempre di più l’Europa e un’eventuale trattativa sul deficit una volta incassata la chiusura della procedura per deficit eccessivo precedente. Ma i tempi non collimano, visto che questo passaggio avverrebbe entro fine mese. E l’aumento scatta poco dopo. Così l’innalzamento del’Iva pensato dal Governo Berlusconi e messo in atto da quello Monti rischia di attivarsi nonostante le buone intenzioni espresse.

”Il congelamento dell’Iva -sottolinea il viceministro all’Economia, Stefano Fassina del Pd- costa per il 2013 2,2 miliardi di euro, che è esattamente, euro in più euro in meno, l’ammontare del gettito Imu proveniente da quel 15% di proprietari di prime abitazioni di maggior valore per i quali, assieme agli altri, è scattata la sospensione del pagamento”.

Ma -non nega Fassina- per lo scambio Iva-Imu ”c’è il problema politico di raggiungere un’intesa, non semplice, col Pdl: bisogna sempre specificare che il Governo Letta è un Governo di compromesso e noi del Pd siamo presenti per tutelare le famiglie in difficoltà e le classi medie”.

La necessità di intervenire è condivisa anche dal Pdl, però: ”dobbiamo cercare di affrontare la questione del’incremento dell’Iva dell’1% a luglio -dice l’altro viceministro, Luigi Casero del Pdl- perché può portare sfiducia nei consumatori”.

Ma Casero non indica la ‘copertura’ dell’eventuale misura. Sempre dal Pdl arriva però l’altolà del capogruppo alla Camera Renato Brunetta: il Tesoro ”dice che a superare la soglia dei 400 euro di versamento per la prima casa sono il 14,86% dei contribuenti. Il valore versato da queste famiglie è pari al 46,32% dei quattro miliardi complessivi di Imu per l’abitazione principale. La soluzione di Fassina non funziona perché portando a 450 euro la detrazione diminuisce il gettito complessivo e non si arriva a 2 miliardi”.