Cerca un articolo nell'archivio >
“Siamo in una situazione precisa e specifica di credit crunch, per alleviare le imprese la prima cosa che si dovrebbe fare è che la pubblica amministrazione metta mano al portafogli e paghi i propri debiti”. Così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.
“Noi avevamo calcolato che sono 50 i miliardi di credito che sono mancati alle imprese negli ultimi cinque anni -aggiunge Squinzi parlando all’assemblea degli industriali di Varese-. Ma poi il ministro Zanonato ha rettificato e ha parlato di 60 miliardi”. E continua il presidente di Confindustria: “Uno Stato che non paga i propri debiti non è civile, queste non sono sovvenzioni, ma servizi erogati”.
Sempre secondo Giorgio Squinzi: “L’Italia si sta battendo contro un sistema fiscale iniquo e imprevedibile: serve un fisco amico del cittadino e dell’impresa, che non vuol dire lasciare campo libero al sommerso e all’evasione. Il sistema fiscale è iniquo a partire dall’Irap, che non permette il rilancio del settore manifatturiero, ed è imprevedibile perché quello che va bene a Varese può non andare bene a Brescia: gli uffici sono giudicati sugli accertamenti che fanno, spesso non fondati”.
“Avevamo la grande speranza che la legge di riforma della delega fiscale venisse approvata nella scorsa legislatura: siamo arrivati a un passo, ma la mancata approvazione rimane una delle più grandi delusioni di questo mio anno alla guida di Confindustria. Abbiamo bisogno di un Paese normale”, conclude il presidente dell’associazione degli Industriali.
