Europa-Stati Uniti: patto sul lavoro

L’accordo di libero scambio tra Stati Uniti e Unione europea si farà. Ad assicurarlo è stato il presidente Usa, Barack Obama, in conferenza stampa dopo l’incontro con i leader Ue, in Irlanda del Nord, dove oggi e domani si tiene il G8. 

“Abbiamo resistito alla tentazione di un accordo al ribasso pur di avere un accordo”. Un incontro eccellente, ha aggiunto. Per quanto riguarda i benefici che si potranno ottenere, Obama ha spiegato che l’accordo di libero scambio tra Usa e Ue, che oggi ha registrato il via libera all’avvio dei negoziati, vale “30 milioni di posti di lavoro per entrambe” le sponde dell’Atlantico. Dal canto suo, il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha garantito che l’Unione europea vuole che i negoziati con gli Stati Uniti “vadano avanti velocemente”.

I colloqui formali potrebbero partire già a luglio, ha annunciato Barroso. I nodi da sciogliere sono tanti, ricorda anche lo stesso Obama parlando di sensibilità diverse (resta sul tavolo, tra l’altro, anche la posizione francese pronta a battersi per escludere gli audiovisivi) ma la volontà politica c’è, spiega Barroso, ottimista sul fatto che entro due anni si potrebbe arrivare al traguardo.

Ad un accordo, impensabile solo fino a pochi anni fa, che vale punti di crescita ma soprattutto lavoro, quello per i giovani in prima linea, tiene a precisare il presidente Usa parlando di un’intesa che “vale centinaia di migliaia di posti”. Fino a due milioni, è la stima degli europei. L’accordo di libero scambio fa da protagonista nella prima giornata dei lavori dei Grandi della Terra, ma i riflettori e la la preoccupazione dei Grandi resta puntata sull’economia, con le prime bozze di comunicato finale che parlando di prospettive deboli seppur con meno rischi.

E sull’emergenza lavoro. Non solo tra i leader europei con il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, che si dice pronto a usare qualsiasi mezzo per sostenere la lotta alla disoccupazione perchè la crescita l’anno prossimo tornerà ma non sarà sufficiente, da sola, a risolvere la situazione. Ma anche dell’altra parte dell’oceano, con Obama che promette di portare il tema al centro del tavolo del Grandi. E lo dice -nel loro primo ‘faccia a faccia’- proprio a Enrico Letta, il premier italiano che dal G8 vuole un riferimento esplicito al tema della lotta alla disoccupazione. E che -rassicurando anche i Grandi sul rispetto del 3%- incassa così dall’America la sponda che cercava, prima di un tavolo, quello del G8 che precede il prossimo consiglio Ue di fine mese, dove c’è Angela Merkel. Forse più morbida di qualche tempo fa ma sempre determinata sulla linea del rigore e poco incline a mollare l’elastico verso misure e strategie più pro-ciclo.