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Sono soprattutto le PMI a pagare il conto del credit crunch. E se in molti casi contribuiscono a incrementare le sofferenze delle banche, non riuscendo a restituire il credito ricevuto, in molti altri casi non trovano nuovi finanziamenti dagli istituti di credito. Secondo quanto emerge da un’indagine di Adnkronos, su 10 piccole aziende che hanno chiesto un prestito nell’ultimo anno, 4 hanno ricevuto un ‘no’, 4 hanno visto solo parzialmente accordata la propria richiesta e solo 2 hanno avuto piena soddisfazione.
Le conseguenze sull’attività delle imprese sono significative, sia in termini di opportunità di investimento sia in termini occupazionali: 6 PMI su 10 saranno costrette a ridimensionare il proprio giro d’affari nei prossimi 12 mesi per carenza di finanziamento; 3 su 10 si vedranno costrette a licenziare per la stessa ragione e 2 su 10 ritengono ‘probabile’ addirittura l’ipotesi di chiudere nel prossimo anno.
Altrettanto preoccupante la tendenza a non ricorrere al credito bancario, per mancanza di fiducia nella possibilità di ottenere un finanziamento: il 65% delle imprese interpellate dichiara di aver rinunciato alla possibilità di accedere a un finanziamento. E, tra queste, più della metà ammette di non essere riuscita ad onorare i propri debiti negli ultimi 12 mesi, saltando più rate nel pagamento del capitale ricevuto.
A fotografare la proporzione del fenomeno sono gli ultimi dati dell’Abi. Palazzo Altieri denuncia un nuovo record delle sofferenze a giugno per 138 mld, evidenziando le difficoltà crescenti proprio per le piccole e medie imprese. Per le banche italiane il rapporto tra le sofferenze lorde e gli impieghi a giugno è pari nel complesso al 7,1% rispetto al 5,7% di un anno prima ma il valore raggiunge il 12,8% per i piccoli operatori economici (12,5% a maggio), l’11,2% per le imprese ed il 6% per le famiglie consumatrici. In questo scenario di crescente difficoltà, sta producendo risultati la principale delle misure messe in campo per contrastare gli effetti della crisi, la moratoria che consente alle PMI in difficoltà di sospendere alcune rate, spalmando il finanziamento.
Secondo i dati più aggiornati, relativi a giugno 2013, le banche hanno sospeso 101.247 finanziamenti a livello nazionale, per un controvalore di 31,3 miliardi con l’iniziativa ‘Nuove misure per il credito alle PMI’. Di qui, spiega l’Abi, una maggiore liquidità a disposizione delle imprese pari a 4,2 miliardi. Il 1 luglio scorso banche e imprese hanno firmato un nuovo ‘Accordo per il credito 2013’, con interventi finanziari di tre tipi: operazioni di sospensione dei finanziamenti; operazioni di allungamento; operazioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo delle attività. Questa nuova intesa, per permettere di adeguare le procedure, ha prorogato al 30 settembre 2013 le ‘Nuove misure per il credito alle PMI’.
