Il G20 promuove l’Italia sulle riforme

Il summit del G20 si conclude con le profonde divergenze sulla Siria che la fanno da padrone, tanto che il Paese non viene neanche citato nel comunicato finale. Ma per i leader dei Paesi più ricchi del mondo è stata l’occasione per fare il punto sul quadro economico globale, mentre l’agenda dei lavori ha accolto il tema della lotta all’evasione e all’elusione fiscale. Il Belpaese ha preso impegni a tagliare il cuneo fiscale e a perfezionare la riforma del lavoro, con riferimento soprattutto ai centri di collocamento.

Nelle conclusioni finali del G20 c’è “una valutazione positiva” dell’Italia per i risultati raggiunti negli ultimi anni; si fa riferimento in particolare alla riforma delle pensioni e ad altre riforme varate dal Governo. Nel comunicato si invita l’Italia ad andare avanti in questa direzione. Tra i punti indicati come programmatici dal fronte italiano, c’è anche l’impegno a pagare tutti i debiti della PA entro il 2014. Proprio quest’ultimo è uno dei principali problemi di questa fase, nella quale si vedono segnali di rilancio significativi negli Usa e ancor timidi in Europa, ma perdura la mancanza di lavoro.

Il capo del Governo ha puntato l’attenzione sulla “lotta contro i paradisi fiscali”: si deve “dare un segnale netto: dobbiamo essere friendly con il business, ma fermi contro l’evasione”. Quest’ultima doveva essere il grande tema del summit, prima del deflagare della questione siriana. I Grandi hanno comunque ricevuto le proposte dell’Ocse per limitare l’elusione fiscale, soprattutto da parte delle grandi multinazionali, e favorire l’integrazione e gli standard globali in materia di imposizione.

“Sosteniamo completamente le proposte dell’Ocse per creare un modello realmente internazionale per scambi bilaterali e multilaterali automatici di informazioni” fiscali, afferma la nota dei G20, che aggiunge: “Prevediamo di iniziare scambi automatici di informazioni tra i Paesi del G20 a fine 2015”. Inoltre i leader “promettono di prendere le misure individuali e collettive necessarie tenendo conto del rispetto della sovranità. In un contesto di severo consolidamento dei bilanci e di difficoltà sociali è più prioritario che mai per i Paesi assicurarsi che tutti i contribuenti paghino quanto dovuto in modo giusto”.