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“In Italia l’incertezza politica frena gli investimenti” e la decisione di abolire l’Imu sulla prima casa “ha suscitato e suscita preoccupazione per lo spostamento del carico fiscale”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue e commissario agli Affari economici, Olli Rehn, in audizione in commissione Bilancio alla Camera.
“L’Imu va nella direzione opposta rispetto alle raccomandazioni del Consiglio Ue -ha precisato- la service tax invece, se configurata bene, potrebbe essere coerente con le nostre indicazioni ma dipende dalla configurazione e sarà nostro dovere verificare” il nuovo tributo.
“L’Italia -ha chiesto Rehn- onori gli impegni assunti in Europa, la stabilità di bilancio fondamentale per consentire al Paese una riduzione costante del debito pubblico e intraprendere un percorso di crescita sostenibile” ha detto, aggiungendo che “i dati sul pil del Paese sono deludenti. Ma, per quanto riguarda il pareggio strutturale di bilancio, l’Italia è in linea”.
Al momento, “la procedura di deficit eccessivo è chiusa” ma, se sforasse di nuovo il tetto del 3% del deficit-Pil, la Commissione europea “dovrà riaprire la procedura per deficit disavanzo”. Il commissario ha ribadito che “i dati deludenti sul Pil, una disoccupazione troppo elevata e condizioni del credito ancora troppo rigide, soprattutto per le piccole e medie imprese, costituiscono un collo di bottiglia che ostacola la crescita”.
“La Spagna e l’Iralanda hanno ridotto il costo del lavoro e ora registrano un riequilibrio rispetto alla produttività. Italia e Francia invece non sono ancora riuscite veramente a realizzare questo equilibrio, necessario per sostenere la crescita” ha spiegato Rehn.
Per questo, ha sottolineato, in Italia “il motore economico urge di una revisione. Il Paese non può perdere tempo e spero che l’Italia guidi con due mani il suo volante e rimanga in pista”.
