Lo scenario economico della chimica

La chimica mondiale, pur continuando a crescere e superando i 3.000 miliardi di euro, vive un rallentamento che coinvolge tutti i suoi settori, ad eccezione della chimica destinata all’agricoltura. Nel 2012 la produzione è aumentata del 3,2% in volume, con una performance inferiore al 2011 (+4.5%) e decisamente sottotono rispetto alla media degli anni 2000-2007 (pari al 5,1%).

In chiave prospettica sono emersi timori che tale rallentamento non consista soltanto in una parentesi congiunturale, ma nel passaggio a un periodo caratterizzato da una minore forza propulsiva della domanda di chimica per effetto dell’ingresso dei paesi emergenti in una fase di sviluppo più matura. In realtà, le prospettive di medio periodo per l’industria chimica mondiale rimangono buone in quanto la domanda sarà alimentata non solo dal proseguimento della crescita nei Paesi emergenti, ma anche dall’affermazione dei principi dello sviluppo sostenibile.

L’industria chimica, infatti, ha un ruolo centrale nella ricerca e messa a punto di tecnologie per l’uso efficiente delle risorse, ad esempio per ridurre i consumi energetici e l’impatto ambientale dei settori clienti e degli utilizzatori finali. Nei paesi avanzati questo si tradurrà in una crescita dei consumi di chimica in valore, a causa del maggiore contenuto tecnologico dei prodotti chimici, ma in parte anche in volume, per effetto della presenza crescente di prodotti chimici nei manufatti finali.

 

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