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Un collasso in arrivo. E’ quello della filiera delle costruzioni, che l’Osservatorio Congiunturale presentato lo scorso giugno da Ance presenta come un settore allo stremo. Il funzionamento interno della filiera delle costruzioni si è inceppato, soffocato nella morsa della stretta creditizia, dei debiti non saldati dalla Pubblica Amministrazione, del crollo degli investimenti nelle costruzioni e via dicendo. Tutto questo starebbe determinando un vero e proprio blocco di materiali e prodotti verso le imprese di costruzioni, con le conseguenze che si possono immaginare in termini di occupazione. Senza soldi, insomma, i cantieri si fermano.
Uno scenario di lenta ripresa, tuttavia, è possibile, ed è la stessa Ance ad individuarne gli elementi, per esempio attraverso la messa a regime della detrazione del 50% estesa agli interventi di demolizione e ricostruzione dell’esistente e del 65% per eco-bonus rimodulandone l’intensità in funzione della maggior efficacia dell’intervento nel raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico dell’edificio ed estendendola agli interventi di messa in sicurezza sismica; ancora, attraverso la revisione della disciplina dell’IMU, utile per attivare l’offerta di case in affitto ed eliminazione dell’IMU per gli immobili costruiti dalle imprese edili e non ancora venduti; non manca poi la richiesta di investimenti aggiuntivi in infrastrutture per la realizzazione rapida soprattutto delle opere medio-piccole; infine, riattivazione del circuito del credito, attraverso l’emissione di obbligazioni garantite per finanziarie i mutui delle famiglie per l’acquisto di abitazioni ad elevata efficienza energetica.



