Cresce la fiducia ma non la domanda interna

L’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra, ad agosto 2013, una diminuzione del 2,4% in termini tendenziali e una variazione nulla rispetto a luglio. In termini di media mobile a tre mesi l’indicatore, corretto dai fattori stagionali, segnala una stabilizzazione, tendenza che prosegue ormai da alcuni mesi. Questo fenomeno, seppur inserito in un contesto che ha visto consolidarsi, nei mesi estivi, i segnali di attenuazione della crisi e un miglioramento del quadro congiunturale limitato, per ora, principalmente al sentiment di famiglie e imprese, non lascia intravedere alcun recupero della domanda interna, né segnali di crescita dei livelli occupazionali o del reddito disponibile.

Se confermati, i primi segnali di contenuta ripresa dell’attività produttiva potrebbero cominciare a produrre deboli effetti concreti solo tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014. Il miglioramento atteso è comunque di modesta entità, in considerazione dell’assenza di misure incisive volte alla diminuzione del carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese. Anzi vi è il rischio, come avvenuto recentemente con l’IVA, che la necessità di consolidamento dei conti pubblici passi ancora una volta attraverso interventi di aumento delle entrate con misure che potrebbero comprimere le già modeste aspettative di crescita del 2014. È illusorio attendersi da eventuali cambiamenti della composizione del carico fiscale significativi impulsi alla crescita economica. Il mancato consolidamento delle prospettive di miglioramento nei mesi finali del 2013 produrrebbe un peggioramento delle già critiche condizioni del mercato del lavoro.

Ad agosto si è registrata, in termini congiunturali, una sostanziale stabilità dell’occupazione (diminuita di 1.000 unità rispetto a luglio). Nei confronti dell’analogo mese del 2012 la flessione è stata di 347mila unità. Negli ultimi mesi, pur in un quadro molto difficile, anche il mercato del lavoro ha iniziato a mostrare segnali di stabilizzazione dei livelli occupazionali. Tra maggio ed agosto il numero di persone occupate si è ridotto di 14 mila unità a fronte della flessione di 119 mila unità rilevata tra febbraio e maggio. L’attenuarsi della tendenza al peggioramento ha contribuito in parte a stimolare una ricerca più attiva di occupazione da parte di segmenti della popolazione che si erano collocati al di fuori del mercato. Nell’ultimo mese gli inattivi si sono ridotti di 42mila unità, con un analogo aumento dei disoccupati, la cui numerosità ha raggiunto il livello più alto dal 1977 (oltre 3,1 milioni di persone) arrivando a rappresentare il 12,2% della forza lavoro.

Ancora più drammatiche appaiono le cifre relative alla disoccupazione giovanile in quanto oltre il 40% dei giovani tra i 15 ed i 24 anni che si collocano sul mercato non trovano un’occupazione. Le problematicità ancora presenti nel sistema economico e le difficoltà del mercato del lavoro si leggono anche nei dati relativi alla CIG di agosto. Rispetto all’analogo mese del 2012 le ore autorizzate sono aumentate del 12,4%, con un sensibile incremento (+27,2%) della CIG in deroga.