Cerca un articolo nell'archivio >
Accise invariate, riduzione del carico fiscale per lavoratori e imprese e nuovo patto di Stabilità interno. Sono questi i tre capitoli su cui si sta scrivendo la legge di Stabilità che deve essere varata dal Governo e presentata alle Camere entro il 15 ottobre.
I tre pilastri della manovra cercano di parlare, nelle intenzioni di Enrico Letta, alle diverse anime che compongono la maggioranza. Evitare il più possibile un aumento delle tasse e delle accise potrebbe aiutare a tenere insieme Pd e Pdl, non dando a nessuno dei due lo spunto per aprire un fronte polemico dentro la compagine di Governo e dentro quella nuova maggioranza politica uscita dal voto di fiducia della scorsa settimana. Nel merito, si sta mettendo mano proprio in queste ore alla stesura del testo e soprattutto ai contorni quantitativi, che al momento non sono ancora stati fissati in modo preciso, essendosi concluso solo oggi il giro d’orizzonte dei diversi Ministeri su misure e coperture, mentre si stanno cominciando a sondare i gruppi parlamentari di maggioranza. Di certo già sono in agenda la service tax, la rimodulazione delle aliquote Iva e il cuneo fiscale, mentre si pensa di agire con una forte spending rewiev sui Ministeri, ad eccezione di quelli di Istruzione e Ricerca e Sanità.
I tagli non dovrebbero essere lineari ma mirati a limitare gli sprechi. Interventi a carico dei cittadini, service tax a parte, sembrerebbero dunque scongiurati. Le strade per reperire i fondi per finanziare il provvedimento sono dunque quelle già percorse per la ‘manovrina’ da 1,6 miliardi varata dall’esecutivo per riportare il disavanzo previsto per il 2013 entro la soglia del 3%. Dismissioni del patrimonio immobiliare, nuovi tagli alla spesa pubblica (cercando di limitare al massimo quelli a carico degli enti locali) e una politica fiscale che dovrebbe appesantire le buste paga dei lavoratori e alleggerire il carico per le imprese che investono.
Intanto, sul fronte Imu, il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato ha affermato che “la questione è chiusa, siamo a valle di una decisione assunta e le varie forze che compongono il governo devono rispettare l’impegno assunto davanti al Parlamento”.
