Crisi e concorrenza: gli abrasivi sono in affanno

Il settore italiano degli abrasivi, fra i maggiori mercati di riferimento a livello internazionale, si caratterizza per due principali produzioni: abrasivi flessibili (carte, tele, fibre) ed abrasivi rigidi. Il comparto dei rigidi comprende a sua volta le mole convenzionali vetrificate (a legante inorganico ceramico) e le mole troncatrici e a centro depresso (a legante organico resinoide).

Sul mercato italiano operano alcune grandi multinazionali e molte realtà nazionali medie o medio-piccole, concentrate soprattutto in Lombardia, Piemonte e Veneto, per un totale di una quarantina di imprese e oltre 2.000 addetti.
I dati statistici del comparto italiano, raccolti, elaborati e diffusi annualmente da Aispec, mostrano purtroppo per il 2012 un’inversione del trend positivo dell’anno precedente, registrando globalmente un calo del 6,2%. Le maggiori contrazioni si sono verificate nelle vendite interne, circa 231 milioni di euro (contro i 255 del 2011), con il calo più forte nel comparto delle mole a centro depresso (-11,2%), seguite dai flessibili (-9,2%) e dai convenzionali (-7,3%).

L’export, pari a circa 132 milioni di euro, più del 35% del fatturato totale, rimane globalmente in linea rispetto al 2011, anche se al dato concorrono risultati contrastanti: positivi per le mole a centro depresso (+6,2%) e convenzionali (+2,5%), negativi invece (-7%) per gli abrasivi flessibili, che risultano nel complesso il comparto più in crisi (-8,5% a fronte del -4,8% dei convenzionali e -2,8% delle mole a centro depresso).

 

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