Imprese giovani: poca fiducia nella politica

Nove giovani imprenditori su dieci sono convinti che la classe politica italiana non abbia la capacità di fare le riforme necessarie per cambiare il Paese. E’ il dato principale, che emerge in modo quesi drammatico, dall’indagine “I Giovani Imprenditori e la politica” realizzata dai Giovani Imprenditori di Confcommercio-Imprese per l’Italia in collaborazione con Format Ricerche e presentata a Venezia nel corso della seconda giornata del Forum.

Il deficit di fiducia da parte dei giovani imprenditori nei confronti della politica è palese: non si sentono rappresentati dalla politica sia come imprenditori, l’88,9%, sia come cittadini, il 90,3%. E il giudizio sull’attuale classe dirigente del Paese è senza appello: per il 78,8% degli intervistati è necessario proporre una generazione di politici più giovane e soltanto per il 21,2% è possibile rinnovare quella attuale.

Le uniche istituzioni verso le quali i giovani imprenditori sono disposti ad una qualche apertura di credito sono quelle del territorio nel quale operano: il Comune per il 37,2%, la Provincia per il 26% e la Regione per il 27,9%. Il giudizio duro che i giovani imprenditori danno della politica italiana non è però qualunquismo: quasi il 50% infatti si sente infatti coinvolto dai fatti della politica nel nostro Paese e quasi il 70 si tiene informato sugli accadimenti politici.

Secondo i giovani imprenditori, infine, l’agenda della politica verso le imprese dovrebbe mettere al primo posto, la riduzione della pressione fiscale (per il 79,8), poi la riduzione della burocrazia (per il 54%) e al terzo posto la riduzione dei costi della politica (per il 53,3).