Cerca un articolo nell'archivio >
Secondo Confindustria, cultura ed economia non sono mondi separati. Anzi, non c’è sviluppo senza cultura. Intesa sia come l’insieme dei valori fondanti le società democratiche e di mercato sia come produzioni culturali e creative. Le quali hanno molteplici ricadute industriali: dal vantaggio di cui gode l’export, grazie all’ammirazione internazionale per il Belpaese, al rinascimento manifatturiero, attrezzando l’Italia nella competizione della conoscenza.
Il patrimonio artistico italiano è nel nucleo di quelle produzioni. Perciò la sua gestione va cambiata. Lasciandosi alle spalle le barriere ideologiche alla sana collaborazione tra pubblico, che tutela i beni collettivi, e privato, che è attrezzato a far rendere quei beni a beneficio di tutti. A cominciare dalla stessa cultura.
