Confcommercio su inflazione

Definitivi i dati Istat che confermano la stima preliminare: “La dinamica dei prezzi -si legge in una nota- risente gli effetti della debolezza delle pressioni dal lato dei costi, in particolari energetici, e quelli dell’intensa e prolungata contrazione della spesa per consumi delle famiglie”.

Il tasso d’inflazione medio annuo per il 2013 è pari all’1,2%, in decisa frenata rispetto al 3% registrato nel 2012. Lo rileva l’Istat, confermando le stime e aggiungendo che si tratta del livello più basso dal 2009, ovvero da quattro anni. Il tasso risulta di due volte e mezzo inferiore a quello dell’anno precedente.

La persistenza dell’inflazione su tassi contenuti e il deciso ridimensionamento registrato nella media del 2013 (dal 3,0% si è scesi all’1,2%), con un trascinamento nullo sul 2014, sono dati positivi che possono favorire un recupero del potere d’acquisto e l’aumento della fiducia. Ma sono dati al tempo stesso insufficienti a stimolare una domanda che da tre anni registra una continua diminuzione perché vanificati dall’assenza di politiche incisive sul versante della riduzione del carico fiscale.

E’ dunque evidente che questa situazione, nonostante al momento non sembri destinata a tradursi in deflazione, non può certo essere guardata con ottimismo: questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio ai dati sull’inflazione diffusi ieri dall’Istat.