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Continua la moderata ripresa economica della zona euro ma i rischi per le prospettive di crescita continuano a essere orientati al ribasso. Lo rileva la Bce nel bollettino mensile in cui evidenzia che il recupero del Pil sarà lento.
“La dinamica dei mercati monetari e finanziari mondiali e le connesse incertezze, soprattutto nei Paesi emergenti, potrebbero essere in grado di influenzare negativamente le condizioni economiche -si legge nel testo-. Altri rischi al ribasso includono una domanda interna e una crescita delle esportazioni inferiori alle attese e una lenta o insufficiente attuazione delle riforme strutturali nei paesi dell’area dell’Euro”.
L’istituto centrale si aspetta che l’inflazione dell’Eurozona nei prossimi mesi resti sui livelli attuali. I tassi, promette la Bce, resteranno sui livelli attuali o inferiori a lungo. “Le aspettative di inflazione per l’area dell’Euro nel medio-lungo termine continuano a essere saldamente ancorate in linea con l’obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2%. L’area dell’Euro attraversa un prolungato periodo di bassa inflazione, al quale farà seguito un graduale andamento al rialzo verso livelli inferiori ma prossimi al 2%. Le recenti indicazioni avvalorano appieno la decisione del Consiglio direttivo di mantenere un orientamento accomodante di politica monetaria finché sarà necessario; ciò sosterrà la graduale ripresa dell’economia nell’area dell’euro” conclude l’Eurotower.
Le aspettative degli economisti dei centri studi e delle istituzioni finanziarie sulla crescita dell’Eurozona indicano l’1,1% per il 2014 e l’1,5% per l’anno successivo, in linea con i dati di tre mesi fa. La Survey of profesional forecasters di Francoforte segnala poi attese di un’accelerazione all’1,7% nel 2016 e all’1,8% nel lungo termine, cioè nel 2018.
Nel bollettino si rivela anche che cresce la disoccupazione giovanile nella zona euro, con l’Italia al top della classifica dietro a Grecia e Spagna. Atene e Madrid vestono infatti la maglia nera con valori compresi fra il 50 e il 60%. Mentre per il nostro Paese, insieme a Portogallo e Cipro, gli indici sono prossimi al 40%.
