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Nel 2013, in barba alla crisi economica che ha colpito duramente il settore edile, sarebbero stati costruiti 26mila immobili illegali, tra ampliamenti e nuove costruzioni, oltre il 13% del totale delle nuove costruzioni, stando ai dati Cresme. Significa che grosso modo una nuova casa su dieci di quelle sorte nell’ultimo anno è fuorilegge, mentre le demolizioni di immobili e edifici abusivi superano di poco il 10%. A guidare la classifica 2013 dell’abusivismo edilizio nelle aree demaniali costiere è la Sicilia con 476 illeciti, 725 persone denunciate e 286 sequestri.
I dati sono emersi dall’incontro organizzato a Roma da Legambiente “Abusivismo edilizio: l’Italia frana, il Parlamento condona”. Un dibattito tra gli attori in campo per sfatare gli alibi del no alle ruspe e stimolare nuove azioni per il ripristino della legalità, con la partecipazione, tra gli altri, di Ermete Realacci presidente della Commissione Ambiente della Camera, che ha ricordato come il cemento illegale foraggia le casse dell’ecomafia, per questo è necessario dire un chiaro e secco ‘no’ a nuovi condoni e abbattere senza indugi gli immobili costruiti abusivamente.
“L’abusivismo edilizio rappresenta un’autentica piaga nazionale, prospera indisturbato da decenni e non conosce crisi, nutrendosi di alibi e giustificazioni -ha sottolineato Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente-. Ad essere occupate sono state le coste, i letti dei fiumi, i pendii delle montagne, senza pensare, non solo al danno paesaggistico, ma nemmeno al pericolo di realizzare case, terrazze, alberghi, scuole, uffici in aree dove non si dovrebbe nemmeno piantare una tenda da campeggio. E se il 2013 è stato anche un anno ricco di demolizioni lo scorso anno è stato denso di tentativi per approvare in Parlamento un nuovo condono mascherato sotto le forme più diverse”.
“Sarebbe un importante indice di responsabilità -ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente- approvare la proposta di legge Realacci sulle demolizioni, già presentata allo scadere della XVI legislatura al Senato, che giace in attesa di essere calendarizzata alla Camera dal marzo dello scorso anno. Darebbe un segno concreto di vicinanza a quanti, sindaci, magistrati, prefetti fanno ogni giorno con onore il proprio mestiere, spesso isolati, osteggiati, minacciati”.
