Ue: Pil Italia in crescita dello 0,6%

In Italia è in corso una lenta ripresa economica. Questo il giudizio della Commissione Ue sull’economia italiana, contenuto nel capitolo delle previsioni economiche d’inverno dedicato all’Italia. Il Pil italiano dovrebbe aumentare dello 0,6% nel 2014, trainato da un aumento delle esportazioni e in parte dalla domanda interna, e dell’1,2% nel 2015. Nelle previsioni economiche d’autunno, diffuse lo scorso novembre, la Commissione aveva stimato il Pil italiano in contrazione dell’1,8% nel 2013, in aumento dello 0,7% nel 2014 e in crescita dell’1,2% nel 2015.

Gli investimenti nel settore delle costruzioni, invece, dovrebbero continuare a diminuire, a causa delle persistenti condizioni rigide di credito. E con un mercato del lavoro ancora difficile, i consumi privati dovrebbero aumentare solo marginalmente. A preoccupare è il mondo del lavoro, con il tasso di disoccupazione in Italia che salirà al picco del 12,6% nel 2014, per poi scendere al 12,4% nel 2015. Nel 2013 il tasso di disoccupazione si attesterà al 12,2%.

Il ministero dell’Economia nota che le previsioni Ue confermano un consolidamento della finanza pubblica italiana, ma il commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn, avverte: “Per iniziare a ridurre l’elevato debito pubblico italiano, in linea con la riduzione prevista dal Patto di Stabilità, dovremo vedere un aggiustamento strutturale maggiore. Sul fronte di un allungamento dei tempi per l’aggiustamento del rapporto deficit/Pil non ho nessuna nuova notizia da dare all’Italia”.

“Il peggio della crisi ora potrebbe essere dietro di noi, ma questo non è un invito ad abbassare la guardia, in quanto la ripresa è ancora modesta -avverte il commissario Rehn-. Per rendere la ripresa più forte e creare più posti di lavoro abbiamo bisogno di mantenere la rotta delle riforme economiche. La ripresa economica sta guadagnando terreno in Europa, dopo il ritorno alla crescita a metà dello scorso anno. Il rafforzamento della domanda interna quest’anno dovrebbe aiutarci a raggiungere una crescita più equilibrata e sostenibile”.