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Le modifiche della Tasi arrivano sul tavolo del Consiglio dei Ministri e, insieme al nuovo decreto sugli enti locali e per Roma, potrebbero essere il primo concreto provvedimento approvato dal Governo Renzi. I Comuni avranno una maggiore flessibilità sulle aliquote ma in cambio dovranno finalizzare il maggior gettito, o comunque gran parte degli incassi, per introdurre sconti per alcune categorie di cittadini. L’aumento possibile sarà fino allo 0,8 per mille complessivo e i Comuni saranno liberi di deciderlo su come ripartirlo sulle due diverse aliquote ora previste sulla prima casa e sugli altri immobili.
Si sblocca così il primo dossier economico trovato in eredità dal precedente Governo che concede più margini di manovra ai municipi sulla nuova tassa. In particolare il passaggio dall’Imu del 2012 alla Tasi del 2013 farà perdere 700 milioni ai Comuni per i quali saranno utilizzati sia i 500 milioni già stanziati dall’ultima legge di Stabilità, sia le risorse che arrivano dalle maggiorazioni di aliquota. Ma tutte le risorse che arriveranno in più saranno finalizzate a dare sconti per alcune categorie di contribuenti. Saranno i Comuni a scegliere chi beneficiare: dalle famiglie con figli agli anziani a basso reddito.
Il cantiere del nuovo Governo è comunque in grande movimento. Il decreto sugli enti locali conterrà le misure non rinviabili del decreto Salva Roma che l’esecutivo ha abbandonato per due volte sotto il fuoco di fila dell’opposizione. Ma non sarà un copia e incolla, avrà anche misure sul dissesto dei Comuni. Poi, molto probabilmente, prevederà anche il rinvio al 31 marzo del termine per la ‘rottamazione’ delle cartelle che scade a febbraio e in queste ultime ore alimenta davanti gli uffici di Equitalia.
Delrio e Renzi hanno poi avviato un check up dei fondi europei per proseguire il lavoro avviato da Barca e Trigilia: il precedente Governo negli ultimi mesi ha riprogrammato circa 7 miliardi di fondi per molti fini, dal credito alle PMI all’occupazione di giovani e anziani, ma ha anche avviato l’uso di altri 3 miliardi per la creazione di piccole opere urbane.
