Piano Casa, Jobs Act e taglio tasse

Taglio del cuneo fiscale per 10 miliardi per la maggior parte impegnati nell’aumento delle detrazioni fisse che consentano la riduzione dell’Irpef per i lavoratori a reddito più basso, Jobs Act, Piano Casa da 1,6 miliardi, un provvedimento per il pagamento dei debiti della PA. E’ il menu del maxi pacchetto economico che approda mercoledì pomeriggio in CdM.

I tecnici del Tesoro sono ancora al lavoro per individuare le coperture più appropriate e limare la composizione degli interventi all’interno dell’operazione sul costo del lavoro. Ed è atteso anche il rientro da Bruxelles del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, per mettere a fuoco la proposta definitiva. La scelta politica sembra comunque compiuta. Il Governo Renzi privilegia la sponda dei lavoratori rispetto a quella delle imprese. L’obiettivo dichiarato è quello di creare uno choc positivo, che possa ridare fiato ai consumi.

Se la priorità individuata è quella di concentrare il beneficio per i redditi più bassi, fino a 15mila euro, alcune simulazioni accostano all’ipotesi principale anche una subordinata, che aprirebbe uno scenario di intervento ancora più consistente: si lavora anche sulle aliquote più alte, con l’obiettivo di abbassare le tasse per i redditi fino a 55mila euro lordi in cambio di un aumento per chi guadagna oltre i 120mila euro l’anno. Il piano è ambizioso, ma allo stato mancano ancora le certezze, soprattutto sul fronte delle coperture, che servono per rompere gli indugi.

Saranno sostanzialmente a costo zero, invece, le principali misure previste dal Jobs Act al di fuori del capitolo fiscale. Gli ammortizzatori sociali per tutti, un sussidio di disoccupazione universale per tutti coloro che perdono il lavoro, verrebbe finanziato con la progressiva eliminazione della cassa integrazione in deroga; la riduzione del numero dei contratti tende all’idea di arrivare al contratto unico a tempo indeterminato e a tutele crescenti; nuovo codice del lavoro e l’agenzia unica federale che servirà a sviluppare la garanzia per i giovani chiesta dalla Ue.

In CdM approda anche il Piano Casa firmato Lupi da 1,6 miliardi. Nel decreto leggesono previsti 267-270 milioni a copertura della ‘morosità incolpevole’ e altri 200 milioni per il fondo affitti. “Siamo di fronte a due anelli che devono essere affrontati insieme -ha detto Lupi- quello dei proprietari e quello degli affittuari. Per riuscire a muovere le case sfitte dobbiamo dare garanzie ai proprietari, senza di ciò il mercato non si muove. Non è con la proroga degli sfratti che si risolve il problema”.

Infine, il provvedimento per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione alle imprese. “Siamo vicini ad avere un testo, le soluzioni non sono ancora perfette ma arriveremo in tempo -assicura Morando-. Lo schema é sicuramente quello adottato in passato, con il coinvolgimento di banche e Cdp. La cosa più importante é la creazione di condizioni per le quali non si ripeta più che la Pubblica Amministrazione accumuli debiti drammatici nei confronti delle imprese”.