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“Una ripresa robusta e duratura della crescita dell’economia italiana costituisce il necessario presupposto per il progressivo riassorbimento della disoccupazione e per offrire concrete prospettive occupazionali ai cittadini tutti e alle generazioni più giovani in particolare, le più colpite dalle crisi; è funzionale a rafforzare la sostenibilità delle finanze pubbliche e la stabilità finanziaria di banche e imprese”. Ad affermarlo, nel corso del suo intervento al convegno biennale Centro Studi di Confindustria ‘Il capitale sociale: la forza del Paese’ a Bari, è il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.
Il governatore spiega che “l’attività economica mostra di recente segni di ripresa; alla fine del 2013 si è interrotta una fase recessiva che durava da oltre due anni. Il quadro economico resta tuttavia fragile. Riprendere una crescita robusta e bilanciata, in grado di creare occupazione stabile e accrescere la produttività del lavoro, necessita inevitabilmente di azioni su vari fronti, inclusi il consolidamento fiscale e le riforme strutturali”.
“Lo sforzo di cambiamento richiesto ai soggetti pubblici e ai policy-maker deve essere accompagnato da un altrettanto profondo mutamento del settore privato, delle imprese e dei lavoratori” rimarca Visco. La sfida per le imprese, aggiunge, ”è di realizzare un salto di qualità di prodotto e di processo, che le porti a essere più grandi, più tecnologiche, più internazionalizzate, così da agire quali incubatrici di una delle più rilevanti dimensioni del capitale umano: la capacità d’innovare. Il rafforzamento del capitale delle imprese può facilitare una più intensa attività innovativa”.
Secondo il governatore, “attraverso una maggiore patrimonializzazione, anche con risorse proprie, gli imprenditori potranno dimostrare direttamente la fiducia nelle prospettive delle loro imprese, così facilitando il reperimento di risorse aggiuntive da intermediari e risparmiatori. Una maggiore diversificazione delle fonti di finanziamento permette alle imprese di ridurre la dipendenza dal credito bancario, migliorando la capacità di resistenza agli shock e contribuendo al tempo stesso allo sviluppo del mercato dei capitali”.
Inoltre, “il miglioramento della competitività delle imprese passa in misura importante attraverso la valorizzazione e lo sviluppo del capitale umano di cui dispongono, anche in collaborazione con il sistema di istruzione e di ricerca. A questo riguardo, studi della Banca d’Italia mostrano come rapporti di lavoro più stabili possano stimolare l’accumulazione di capitale umano, incentivando i lavoratori ad acquisire competenze specifiche all’attività dell’impresa. Si rafforzerebbero l’intensità dell’attività innovativa e, in ultima istanza, la dinamica della produttività”.
