Def: Governo pronto a terapia d’urto

“L’economia italiana ha ora ritrovato un percorso di sviluppo, ma la ripresa è ancora fragile e va consolidata”. E’ quanto si legge in una bozza del programma nazionale di riforme che andrà domani in Consiglio dei Ministri con il Def.

“Per riuscire in questa sfida c’è bisogno di una politica economica incentrata su misure strutturali con una strategia articolata, con azioni e misure funzionali e coerenti che producano i loro risultati nei prossimi due-tre anni. Nei prossimi mesi il Governo intende concentrare tutti gli sforzi in una terapia d’urto che possa impattare sulle determinanti chiave della domanda e della competitività, senza tralasciare la qualità della spesa pubblica, che va ridimensionata e indirizzata verso un migliore e più efficiente utilizzo. È tuttavia chiaro che gli sforzi che si chiedono al Paese, anche per affrontare gli squilibri macroeconomici, dovranno essere valutati attentamente nelle loro implicazioni e conseguenze solo dopo averli inseriti in un programma generale di riforme più ampio e cadenzato”.

Il taglio dell’Irpef da 10 mld a regime sarà coperto dalla spending review mentre il taglio dell’Irap per le aziende di almeno il 10% sarà possibile grazie al contemporaneo aumento della tassazione sulle attività finanziarie. “Inoltre è intenzione del Governo ridurre in maniera sostanziale la tassazione sul lavoro dal lato delle imprese non appena vi saranno le risorse necessarie. Nel breve periodo si è ritenuto appropriato dare un segnale in tale direzione attraverso una prima riduzione fiscale mediante il taglio dell’Irap del 10%”.

“Il Governo intende impiegare risorse per ulteriori 20 miliardi da aggiungere ai precedenti 47 già stanziati per lo sblocco immediato e totale dei pagamenti dei debiti commerciali della PA. A questo si deve accompagnare la definizione di un meccanismo permanente che permetta di uscire stabilmente dall’emergenza allineando le procedure di pagamento agli standard delle direttive europee. Si dovrà porre in essere un sistema basato sull’obbligo di registrazione delle fatture e certificazione del credito, che permetta di saldare i debiti commerciali in maniera più snella evitando di accumulare ritardi, anche sfruttando le opportunità connesse con l’introduzione della fatturazione elettronica. Il meccanismo di rilevazione permetterà altresì di evitare abusi e problemi di carente certificazione”.

Nella bozza del Pnr si parla anche di privatizzazioni. I proventi ammonteranno a circa 12 miliardi per il 2014 da utilizzare per ridurre il debito pubblico. Nel 2015, 2016 e 2017, i ricavi dovrebbero ammontare a circa 10-12 miliardi annui, pari a circa lo 0,7 del Pil.

Più riforme per la flessibilità dei conti entro il 3%. L’Italia intende perseguire le riforme strutturali, che tengono anche conto delle raccomandazioni della Commissione europea contenute nella Relazione sugli ‘Squilibri macroeconomici Italia 2014’ che siano legate a misure di tipo immediato necessarie per ridare fiducia al Paese, consolidare la credibilità dell’Italia e guadagnare più spazio e flessibilità sui conti pubblici, pur all’interno del limite del 3% e mantenendo saldo l’impegno al pareggio di bilancio nel medio termine. Inoltre le riforme strutturali imprimeranno una spinta duratura alla crescita economica e miglioreranno la sostenibilità delle finanze pubbliche. Sarà mantenuto il disavanzo sotto il 3% e si valuterà con la CE la migliore strategia compatibile con le riforme per garantire la regola del debito e del pareggio strutturale di bilancio.