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Un vero rebus, sempre più intricato. Questa, secondo i commercialisti, è la Tasi, la tassa che si dovrebbe pagare al 16 di giugno, ma per la quale la stragrande maggioranza dei Comuni d’Italia non ha ancora fissato l’aliquota di imposizione. A tutt’oggi, dunque, impossibile stabilire in gran parte dei Comuni l’importo da pagare per la Tasi e impossibile sapere quando, perché ancora non ci sono scadenze certe.
Con il risultato che gli studi dei commercialisti sono presi d’assalto dai contribuenti alla ricerca di un po’ di chiarezza. “Il rebus Tasi -dice Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli- crea difficoltà ai cittadini ma soprattutto ai commercialisti, il cui carico di lavoro per i versamenti Tasi coincidenti con quelli dell’Imu si incrementerà”.
“Purtroppo -avverte- su circa 8mila Comuni solo il 10% ha presentato regolare delibera. E le delibere dovranno essere pubblicate entro il 31 maggio 2014. Nel capoluogo partenopeo l’amministrazione comunale ha cercato di semplificare il quadro delle detrazioni con un regolamento abbastanza chiaro. Ma per il futuro ci auguriamo che non ci sia una nuova corsa a rimodulare le imposte, come è stato fatto dal governo con la mini-Imu”.
“Per il pagamento della Tasi sulle prime case -dice Mario Michelino, consigliere dell’Ordine dei commercialisti di Napoli- dovrebbe essere confermata la scadenza del 16 giugno, perché è previsto un pagamento ridotto da un’agevolazione. Ma anche su questo aspetto c’è da sottolineare che siamo in presenza di una sorta di ‘federalismo fiscale estremo’, perché, a parità di valore catastale, due prime case che si trovano a 100 metri di distanza, ma in due Comuni diversi, pagano importi molto diversi tra di loro”.
